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8 dicembre 2009

Dicembre

Non c'è nessuna foto in cui ci abbracciamo o ci sfioriamo le mani. Le altre coppie mi sorridono dalle foto, insieme. Io e te non siamo nemmeno presenti nelle stesse. Io in una. Tu nell'altra. Qualche mese fa, proprio nello stesso posto, eravamo noi gli indiscussi protagonisti di tutto l'album.
Piove spesso ma fa caldo. E l'aria sa di vino cotto e cipolle. Ho degli stivali anti pioggia anti freddo, ma non sono ancora indispensabili.
Un innaturale caldo.
Ho ascoltato discorsi senza senso da persone che forse il senso ce l'hanno, ma è diverso dal mio, quindi non le capisco. Un iniziale senso di fastidio per la banalità di chi si crede invincibile si è trasformato in voglia di camminare. Evaporato. In un attimo.
Il mercatino di Natale è sempre uguale a se stesso, solo poco più austero, la crisi, e fra pochi giorni ci sarà di nuovo la maledetta festa di Natale del dipartimento. Ho già scritto l'anno scorso di questo abominevole evento sociale. Un anno fa.
C'è sicuramente un filo che collega Istanbul a Berlino, un filo fatto di mille pezzetti di corda diversi, annodati alla meno peggio. Non vedo l'ora di bere il Bosforo con gli occhi, di perdermi fra le vie della metropoli eurasiatica, di ubriacarmi dei suoni della città. Se piove ho i miei super stivali anti tutto, e posso camminare per ore ovunque.
Anche li prevedo solo foto neutre, senza te e me insieme.
Tu in una io in un'altra.
Volevo chiamare, raccontarti dei discorsi senza senso di chi si crede invincibile per riderne insieme. Ho esitato con il dito sul tasto verde. Ho rimesso il telefono in tasca e camminato ancora, in una nube d'umido e odore di wurstel.