18 dicembre 2009
Nevica
Non riconosco il letto in cui dormo come mio. E pensare che è il letto più mio che ho. Lo sento scomodo, stretto, opprimente e soffocante. Mi giro, rigiro, rivolto da una parte all'altra e le coperte si fanno pesanti, scomode, si spostano, mi scoprono i piedi, le tiro, scoprono la testa, le tiro da un lato, ora dall'altro. Tutto il letto da rifare. Sembra un campo di battaglia. Mi addormento.
Mi sveglio, troppi cuscini. Mi sveglio, ho sete. Mi sveglio, devo andare in bagno. Mi sveglio, il riscaldamento è troppo alto, sudo, mi scopro,la coperta è di nuovo annodata su di me e su se stessa. Malessere, prendo sonno, sono le tre.
E' tardi sono le otto. Sveglia. Mi fa male tutto, non riesco a recuperare lucidità.
I giorni hanno acquistato una forma temporale anomala e perversa, una routine che spezza il buon umore. Allo stesso tempo brevi e interminabili, uguali a se stessi.
"è natale, fuori nevica!"
Non sono ancora le 16. Ho sonno.
8 dicembre 2009
Dicembre
Piove spesso ma fa caldo. E l'aria sa di vino cotto e cipolle. Ho degli stivali anti pioggia anti freddo, ma non sono ancora indispensabili.
Un innaturale caldo.
Ho ascoltato discorsi senza senso da persone che forse il senso ce l'hanno, ma è diverso dal mio, quindi non le capisco. Un iniziale senso di fastidio per la banalità di chi si crede invincibile si è trasformato in voglia di camminare. Evaporato. In un attimo.
Il mercatino di Natale è sempre uguale a se stesso, solo poco più austero, la crisi, e fra pochi giorni ci sarà di nuovo la maledetta festa di Natale del dipartimento. Ho già scritto l'anno scorso di questo abominevole evento sociale. Un anno fa.
C'è sicuramente un filo che collega Istanbul a Berlino, un filo fatto di mille pezzetti di corda diversi, annodati alla meno peggio. Non vedo l'ora di bere il Bosforo con gli occhi, di perdermi fra le vie della metropoli eurasiatica, di ubriacarmi dei suoni della città. Se piove ho i miei super stivali anti tutto, e posso camminare per ore ovunque.
Anche li prevedo solo foto neutre, senza te e me insieme.
Tu in una io in un'altra.
Volevo chiamare, raccontarti dei discorsi senza senso di chi si crede invincibile per riderne insieme. Ho esitato con il dito sul tasto verde. Ho rimesso il telefono in tasca e camminato ancora, in una nube d'umido e odore di wurstel.
6 dicembre 2009
camminare
26 ottobre 2009
15 maggio 2009
ginecologia germanica
Step 1: prendere appuntamento
Ho chiesto consiglio alla prima persona di sesso femminile che ho incontrato, cioè la mia coinquilina, che mi ha fornito il numero di telefono di un ginecologo. Pare sia molto bravo, ci va mezzo istituto! ho chiamato e ho avuto l'appunatmento dopo due giorni. Fin qui tutto bene!
Step 2: andare all'appuntamento
sfrecciando per le strade con la mia dueruote sono arrivata puntuale alle 9 pronta per sbrigare tutte le faccende burocratiche del caso, anche se in preda ad una attacco di cistite pedalare non è esatamente piacevole. Sono entrata. La gentilissima segretaria mi ha chiesto di mostrarle la tessera dell'assicurazione sanitaria. Io le ho fatto vedere quella dello stato italiano. molto dispiaciuta mi ha comunicato che purtroppo avrei comunque dovuto pagare qualcosa per la visita... 10 euro!!!! mi ha fatto compilare modulistica varia e firmare, ci ho messo in tutto 10 minuti. Fin qui tutto bene!
Step 3: il dottor Z. Meier
Entro e il dottor Z. Meier mi fa accomodare nel suo studio, che devo dire è veramente accogliente. La sua gentilezza è stata tale che sono riuscita a spiegare e a farmi spiegare tutto in tedesco. Mi fa fare pipì nel bagno per farmi le analisi dele urine, mi fa la diagnosi e mi regala la medicina per la cistite. Passiamo alla pillola anticoncezionale. Abituata in Italia, dove mi hanno sempre chiesto di portare le analisi del sangue per la prescrizione, rimango di stucco quando lui mi dice che in Germania non è assolutamente necessario. Anzi, il dottor Z.Meier si stupisce quando gli racconto le italiche procedure in materia di anticoncezionali.
Mi prescrive la pillola, mi fa la ricetta, e mi congeda dicendo che per qualsiasi cosa, se la medicina contro la cistite non dovesse funzionare o se ho altri disturbi, non devo farmi scrupolo di chiamare e passare nuovamente. Fin qui tutto bene!
Step 4: di nuovo dalla segretaria.
La iper gentile segretaria mi compila la ricetta e mi dice che senza pagare nulla posso tornare ogni 3 mesi a farmi prescrivere la pillola anticoncezionale
e che un' eventuale ulteriore visita per la cistite era comunque compresa nei 10 euro che avevo già pagato. Mi dice ciao a presto e me ne vado all'Università.
Fin qui tutto benissimo!
Per fare tutto quello che qui mi è costato 10 euro e 1 ora di tempo, in Italia ci avrei messo almeno una settimana (visita dal ginecologo, prescrizione dal medico di famiglia delle analisi del sangue, analisi del sangue, e di nuovo visita dal ginecologo) e mi sarebbe costato tutto insieme non meno di 130-150 euro. Farlo tramite ASL nemmeno a parlarne, perchè i tempi si sarebbero allungati ad almeno 3 mesi di attesa, e di certo il ticket (anzi i ticket: visita e analisi) sarebbe stato sicuramente superiore ai 10 euro che ho pagato qui.
Cosa è che va male, quindi?
Va male che andare dal ginecologo a farti prescrivere la pillola anticoncezionale il giorno dopo essere stati lasciati per telefono è deprimente e surreale! pensa te, ogni sera, quando alla stessa ora mi prendo un anticoncezonale inutile quanto posso rosicare! E quanto mi posso sentire scema! Il pacchetto da 3 mesi l'ho comprato, ma ho deciso che lo tengo nel cassetto aspettando futuri tempi migliori.
I non sensi della vita
10 maggio 2009
sogno di primavera
6 maggio 2009
viaggio nella provincia della Germania sud-ovest
29 aprile 2009
si sono rotti gli argini
28 aprile 2009
...ne mancano 3
18 aprile 2009
MAJAMONDO
Che è successo oggi? mi pare sia risorto Cristo!
9 aprile 2009
E' tornato il sole, e stavolta splende forte
Potrei parlare ora degli aspetti negativi, ma questi non hanno molto a che fare con la citta', quindi li terro' per me.
Questo post e' dedicato ad una persona che avrei voluto avre accanto, una persona con cui mi piacerebbe aver condiviso tutto questo.
6 aprile 2009
prometto che mi rimetto a scrivere
20 febbraio 2009
i segreti del vento
Nella parte bassa i palazzi anni 50 sono stati costruiti sulle macerie delle belle case di fine 800, e adesso, dalla rocca, guardando verso il mare si vede un unica distesa di cubi bianchi disposti a scacchiera, spezzata dal marrone delle chiese e dei monumenti superstiti. La parte alta è stata in parte risparmiata, e mantiene comunque il suo fascino. Nonostante ciò la città mi piace, e spero che questo vento gelato la smetta di soffiare così forte, per poter tornare presto a perdermi fra i vicoletti della citta vecchia senza che mi cadano le estremità della faccia per l'ipotermia.
Un mio amico mi ha detto che la parte vecchia Thessaloniki è infestata di fantasmi. Effettivamente quando il vento soffia forte come in questi giorni, produce un lamento acuto, che sovrapponendosi ai miagolii delle centinaia di gatti che abitano qui, rende la notte decisamente lugubre. Eh si, sembra proprio che i fantasmi ci siano davvero, e che urlino forte. Diciamo che la parte più interessante di questa città è la sua storia e la sua atmosfera, di certo non la sua architettura! Dal 1912, anno della prima guerra balcanica, la popolazione greca da minoranza è diventata maggioranza, rimpiazzando slavi, turchi (20% circa) ed ebrei (il 50% circa della popolazione!), i primi 2 gruppi etnici "rimpatriati", gli altri spediti nei campi di concentramento da italiani e tedeschi durante l'occupazione delle Poteze dell'Asse nella 2 guerra mondiale. Nella città alta ci sono ancora i ruderi di alcune vecchie case sfitte, che più o meno sembrano versare in stato di abbandono da almeno 50 anni (occhio archeologico non inganna). E i fantasmi di Salonicco non si lamentano in greco, ma in tutte le altre lingue parlate nei Balcani meridionali.
12 febbraio 2009
Cristina
Cristina è simpatica, nonostante la corporatura e la voce delicata deve essere una di quelle donne davvero toste. Ha appena finito il dottorato fra Bologna e York (mi pare), ha vissuto un anno a Istanbul, la mamma è inglese ma nata in Kenya, si è girata i Balcani in macchina in lungo e in largo, parla turco e un pò di greco, studia roba bizantina, santi, gesucristi e madonne, ma essendo profondamente atea avere un approccio scientifico nel settore le riesce decisamente bene. Ora è qui per 6 mesi con una borsa Onassis per la ricerca. Le interessa la storia dell'Impero Ottomano, la storia contemporanea della Grecia, ed è un piacere parlare con lei, di politica come di archeologia. Ho conosciuto una persona intelligente.
9 febbraio 2009
precisazione
quello che ho visto
8 febbraio 2009
Pro e contro
Pregi: la Lidl vicino casa! Anche se mi fa tristezza che sugli scaffali ci siano le stesse cose che trovo in Germania, avere un discount vicino casa ha i suoi innegabili vantaggi, però c’è da dire che rispetto a Krukkoland qui i prezzi sono più alti! Forse perché i sopraffini prodotti alimentari tedeschi devono fare un lungo viaggio trans-balcanico in camion per arrivare sugli scaffali greci? Forse però alcune cose sono addirittura prodotte in Grecia su licenza tedesca, e allora il sovrapprezzo non si spiega. Quando riesco a decifrare l’etichetta greca ve lo spiego. Altro pregio: il silenzio! Salonicco è davvero rumorosa! A Roma abitavo a circonvallazione Casilina, e casa tremava ogni volta che passava un autobus o un camion (si, anche camion!). I vetri sono doppi, ma d’estate il rumore infernale del traffico ti sveglia al passaggio del primo bus della mattina. Ad Heidelberg abito in una via a traffico zero, quindi mi sono abituata al silenzio. Dicevo, Salonicco è rumorosa come circonvallazione Casilina all’ora di punta, ma casa mia, proprio perché arroccata, è davvero silenziosa. E poi il giardino! La cosa più bella della casa! Piccolo, in condivisione e incolto, ma ci si può stare con un tavolino e due sedie senza disturbare la vicina, ed è un piacere guardare fuori dalla porta finestra. Ieri l’ho pulito, ho tolto foglie secche e schifezze varie, ho lavato i vetri delle finestre per fare entrare meglio la luce, e quando mi reggerà di arrampicarmi dal mercato a casa con dei vasi comprerò anche qualche pianta di basilico e rosmarino. E qualche fiore! Ho visto passare anche degli autobus, ma devo ancora scoprire bene dove portano, ma più che altro dove stanno le fermate!
7 febbraio 2009
Era da troppo tempo che non vedevo il mare
Allora con ordine, come ho trovato casa? Ho camminato per tutta Salonicco, che per fortuna già conoscevo un minimo, e mi sono messa a cercare le agenzie immobiliari fra le stradine, dizionario greco - italiano alla mano. Grazie a dio ho fatto il liceo classico e riesco a leggere qualcosa. Qui per quello che ho visto non esistono le grandi agenzie immobiliari che monopolizzano il mercato, sono tutte più o meno a gestione famigliare, si occupano di immobili a livello di quartiere, e, la cosa più bella, ti portano a vedere le case a bordo di uno scooter. L’ebbrezza euforica di tali spostamenti è presto spiegata: Salonicco poggia su una collina, quindi è tutta una salita, il fondo stradale delle vie secondarie è fatto con una specie di sampietrini, il traffico è tipo quello di Napoli, e i greci guidano come gli albanesi, cioè per strada comanda chi ha il mezzo di trasporto più grosso. E poi suonano sempre il clacson, soprattutto quando non ce n’è motivo. Devo confessare che mi sono sentita a casa, mi sembrava di stare a Roma. Ieri ho firmato il contratto, e i padroni di casa hanno comprato divano letto, sedia, tavolo, lampada da tavolo, materasso per il letto a soppalco, una coperta e un cuscino, un piatto, una scodella e 6 bicchieri. E una piantina fiorita. Unico problema della casa: in cucina non c’è la piastra elettrica! La dovrò comprare domani, perché senza caffè la mattina non riesco a vivere. E comunque non resisterò 3 mesi a mangiare solo roba fredda! Il giardino di casa è in condivisione con un altro monolocale, e stasera mi ha bussato alla porta-finestra Anna, la mia vicina greca. Sembra simpatica, e poi più o meno ha la mia età, quindi in futuro se ci piacciamo a vicenda potremmo diventare anche amiche. O anche no. La casa sta ai margini del quartiere vecchio di Salonicco, arrampicato fino all’acropoli che è nella parte più alta della collina. La lunga via che porta a casa mia ha una pendenza di circa 70% quindi sostituisce la palestra. Ieri, per festeggiare la mia ultima notte in albergo, ho conquistato il golfo di Volos correndo per un’ora sul lungomare, e poi sono andata a mangiare fuori in una taverna vicino al mercato. Avevo talmente fame ed ero talmente distrutta che non sono riuscita a mangiare tutto. Anche la retsina l’ho lasciata a metà! Però mi sono scolata in 10 minuti un litro d’acqua.
Poche ore prima di andare a correre ho fatto un incontro assurdo: camminavo sopra pensiero per la via principale, meditando sul luogo dove andare a comprare le lenzuola, e mi ferma un bel tipo sulla 40ina chiedendomi in inglese: tu non sei greca, vero? Io mi sono fermata e abbiamo iniziato a parlare. Il tipo, di cui non ricordo il nome, è californiano, ha vissuto 7 anni in India e adesso vive qui (come cazzo ci è approdato in Grecia, a Salonicco poi, glie lo vorrei proprio chiedere). Ha aperto una scuola di yoga nel centro con altre persone e insegna meditazione! Mi ha dato un cd cantato in sanscrito - che ovviamente non ho ancora ascoltato e che probabilmente non ascolterò mai - in cambio di un’offerta libera, e dopo avermi chiesto di dove ero e che facevo, etc. è rimasto stupito che io non avessi mai fatto meditazione o yoga in vita mia. Traduco dall’inglese:”è incredibile, io ti ho fermata perché da come cammini e dal tuo volto sorridente avrei giurato che tu fossi una persona dedita allo yoga e alla meditazione, è incredibile! Ma sei sicura di non aver mai fatto alcun tipo di meditazione?”. Poi quando ha sentito che mi chiamo Maja si è sciolto! “NOOOO, what a coincidence, unbelievable!”. Maja, illusione in sanscrito! Mi ha detto che Maja aveva anche un altro significato che non ricordo, ma io gli ho detto che preferivo illusione. Alla fine gli ho dato 3 euro per questo cd – chissà se canta lui mentre medita – e lui mi ha dato il biglietto da visita della scuola dove insegna, pregandomi di andarlo a trovare. Non penso ci andrò mai, ma Salonicco è piccola, quindi se il suo mantra coincide con il mio ci rincontreremo per caso fra una bancarella di pesce e una taverna. Peccato che io non abbia la benché minima idea di cosa sia un mantra, lui me lo potrebbe spiegare ma non mi interessa.
Insomma adesso sono qui, questa è la prima notte che passo nella mia nuova casa greca, e dopo una lauta cena tonno-insalata-pomodori-arancio-mela avrei dovuto brindare, ma non ho comprato niente da bere. Non ho nemmeno il cavatappi e l’apribottiglie! Le posate e gli asciugamani li ho trafugati all’hotel Olympic, ma il cavatappi…mmmh difficile! E poi non mi piace brindare da sola, quindi lo farò con il primo ospite che mi verrà a trovare, oppure con Anna, la vicina. Domani quasi quasi la invito a bere un bicchiere di retsina.

