18 dicembre 2009

Nevica

Manca totalmente la concentrazione. Una settimana di insonnia... brutta; di malessere diffuso, di inquietudine sottile, tachicardia. Abuso di caffè.
Non riconosco il letto in cui dormo come mio. E pensare che è il letto più mio che ho. Lo sento scomodo, stretto, opprimente e soffocante. Mi giro, rigiro, rivolto da una parte all'altra e le coperte si fanno pesanti, scomode, si spostano, mi scoprono i piedi, le tiro, scoprono la testa, le tiro da un lato, ora dall'altro. Tutto il letto da rifare. Sembra un campo di battaglia. Mi addormento.
Mi sveglio, troppi cuscini. Mi sveglio, ho sete. Mi sveglio, devo andare in bagno. Mi sveglio, il riscaldamento è troppo alto, sudo, mi scopro,la coperta è di nuovo annodata su di me e su se stessa. Malessere, prendo sonno, sono le tre.
E' tardi sono le otto. Sveglia. Mi fa male tutto, non riesco a recuperare lucidità.
I giorni hanno acquistato una forma temporale anomala e perversa, una routine che spezza il buon umore. Allo stesso tempo brevi e interminabili, uguali a se stessi.
"è natale, fuori nevica!"
Non sono ancora le 16. Ho sonno.

8 dicembre 2009

Dicembre

Non c'è nessuna foto in cui ci abbracciamo o ci sfioriamo le mani. Le altre coppie mi sorridono dalle foto, insieme. Io e te non siamo nemmeno presenti nelle stesse. Io in una. Tu nell'altra. Qualche mese fa, proprio nello stesso posto, eravamo noi gli indiscussi protagonisti di tutto l'album.
Piove spesso ma fa caldo. E l'aria sa di vino cotto e cipolle. Ho degli stivali anti pioggia anti freddo, ma non sono ancora indispensabili.
Un innaturale caldo.
Ho ascoltato discorsi senza senso da persone che forse il senso ce l'hanno, ma è diverso dal mio, quindi non le capisco. Un iniziale senso di fastidio per la banalità di chi si crede invincibile si è trasformato in voglia di camminare. Evaporato. In un attimo.
Il mercatino di Natale è sempre uguale a se stesso, solo poco più austero, la crisi, e fra pochi giorni ci sarà di nuovo la maledetta festa di Natale del dipartimento. Ho già scritto l'anno scorso di questo abominevole evento sociale. Un anno fa.
C'è sicuramente un filo che collega Istanbul a Berlino, un filo fatto di mille pezzetti di corda diversi, annodati alla meno peggio. Non vedo l'ora di bere il Bosforo con gli occhi, di perdermi fra le vie della metropoli eurasiatica, di ubriacarmi dei suoni della città. Se piove ho i miei super stivali anti tutto, e posso camminare per ore ovunque.
Anche li prevedo solo foto neutre, senza te e me insieme.
Tu in una io in un'altra.
Volevo chiamare, raccontarti dei discorsi senza senso di chi si crede invincibile per riderne insieme. Ho esitato con il dito sul tasto verde. Ho rimesso il telefono in tasca e camminato ancora, in una nube d'umido e odore di wurstel.

6 dicembre 2009

camminare

No non lo chiudo, ci ho pensato a lungo, e non lo faccio. Ha ancora senso raccontare di me e del mio viaggio. Ho tanta voglia di viaggiare. Dentro di me e in giro per il mondo. Ora scrivo solo poche righe, domani forse qualche cosa di più. Scriverò cose diverse perché sono cambiata. La maggior parte delle persone che leggeva questo blog forse non si renderà conto dell'esplosione di colori che c'è stata, degli sciami d'insetti che hanno reso grigia l'aria...sono morti dei fiori, sono nate nuove gemme. Uno specchio è caduto e si è rotto in mille pezzi, uno sparo ha fatto volare via uno stormo di oche. Il sole è tramontato ed è sorto di nuovo. Ho sempre nelle narici il sapore del mare. E in fondo agli occhi la mia Itaca brulla da raggiungere.

26 ottobre 2009

chiudo

mi chiedo se questo blog abbia ancora senso...probabilemnte no...vediamo nei prossimi giorni

15 maggio 2009

ginecologia germanica

Ieri mattina sono andata dal ginecologo per farmi dare una cura per la cistite e per farmi prescrivere la pillola anticoncezionale.
Step 1: prendere appuntamento
Ho chiesto consiglio alla prima persona di sesso femminile che ho incontrato, cioè la mia coinquilina, che mi ha fornito il numero di telefono di un ginecologo. Pare sia molto bravo, ci va mezzo istituto! ho chiamato e ho avuto l'appunatmento dopo due giorni. Fin qui tutto bene!
Step 2: andare all'appuntamento
sfrecciando per le strade con la mia dueruote sono arrivata puntuale alle 9 pronta per sbrigare tutte le faccende burocratiche del caso, anche se in preda ad una attacco di cistite pedalare non è esatamente piacevole. Sono entrata. La gentilissima segretaria mi ha chiesto di mostrarle la tessera dell'assicurazione sanitaria. Io le ho fatto vedere quella dello stato italiano. molto dispiaciuta mi ha comunicato che purtroppo avrei comunque dovuto pagare qualcosa per la visita... 10 euro!!!! mi ha fatto compilare modulistica varia e firmare, ci ho messo in tutto 10 minuti. Fin qui tutto bene!
Step 3: il dottor Z. Meier
Entro e il dottor Z. Meier mi fa accomodare nel suo studio, che devo dire è veramente accogliente. La sua gentilezza è stata tale che sono riuscita a spiegare e a farmi spiegare tutto in tedesco. Mi fa fare pipì nel bagno per farmi le analisi dele urine, mi fa la diagnosi e mi regala la medicina per la cistite. Passiamo alla pillola anticoncezionale. Abituata in Italia, dove mi hanno sempre chiesto di portare le analisi del sangue per la prescrizione, rimango di stucco quando lui mi dice che in Germania non è assolutamente necessario. Anzi, il dottor Z.Meier si stupisce quando gli racconto le italiche procedure in materia di anticoncezionali.
Mi prescrive la pillola, mi fa la ricetta, e mi congeda dicendo che per qualsiasi cosa, se la medicina contro la cistite non dovesse funzionare o se ho altri disturbi, non devo farmi scrupolo di chiamare e passare nuovamente. Fin qui tutto bene!
Step 4: di nuovo dalla segretaria.
La iper gentile segretaria mi compila la ricetta e mi dice che senza pagare nulla posso tornare ogni 3 mesi a farmi prescrivere la pillola anticoncezionale
e che un' eventuale ulteriore visita per la cistite era comunque compresa nei 10 euro che avevo già pagato. Mi dice ciao a presto e me ne vado all'Università.
Fin qui tutto benissimo!
Per fare tutto quello che qui mi è costato 10 euro e 1 ora di tempo, in Italia ci avrei messo almeno una settimana (visita dal ginecologo, prescrizione dal medico di famiglia delle analisi del sangue, analisi del sangue, e di nuovo visita dal ginecologo) e mi sarebbe costato tutto insieme non meno di 130-150 euro. Farlo tramite ASL nemmeno a parlarne, perchè i tempi si sarebbero allungati ad almeno 3 mesi di attesa, e di certo il ticket (anzi i ticket: visita e analisi) sarebbe stato sicuramente superiore ai 10 euro che ho pagato qui.

Cosa è che va male, quindi?
Va male che andare dal ginecologo a farti prescrivere la pillola anticoncezionale il giorno dopo essere stati lasciati per telefono è deprimente e surreale! pensa te, ogni sera, quando alla stessa ora mi prendo un anticoncezonale inutile quanto posso rosicare! E quanto mi posso sentire scema! Il pacchetto da 3 mesi l'ho comprato, ma ho deciso che lo tengo nel cassetto aspettando futuri tempi migliori.
I non sensi della vita

10 maggio 2009

sogno di primavera

mi sto chiedendo quando è che qualcosa dentro di te muore definitivamente. quando ci accorgiamo che questo qualcosa è morto del tutto o se non altro reso innocuo e seppellito sotto numerosi strati mentali? esperienze che si sovrappongono come la pasta di una sfogliatella riccia a racchiudere la ricotta. La metafora della pastarella non rende, perchè al posto della ricotta c'è un rospo in gola ed un nodo allo stomaco. E lo zucchero si è sciolto nelle lacrime. Quanto tempo ci vuole per ingoiare un rospo? Non ho avuto nemmeno il tempo di rallegrarmi per aver superato un dolore antico che è subito nato quello nuovo. Avevo da poco ricordato come si ama e subito me ne sono dovuta dimenticare. E qui devo necessariamente fare uno sforzo doloroso per distinguere la realtà dalle illusioni. Illudersi fa male più di ogni altra cosa. In questo periodo mi è riuscito davero bene illudermi. Ho sognato tanto, ho sognato di amore e di passione, oggi mi sono svegliata. Ho aperto gli occhi e il vento mi ci ha soffiato dentro tutta la cenere.

6 maggio 2009

viaggio nella provincia della Germania sud-ovest

una delle poche cose davero belle della regione sono gli alberi di castagno con i loro fiori bianchi e rosa. Spezzano con la loro maestosità e i loro colori brillanti il silenzio e la desolazione delle strade di paese. Il vento che si arrotola fra le loro foglie produce un delicato fruscio che ti accompagnia nell'esplorazione. La provincia tedesca è quanto di più opprimentemente noioso possa essistere. Difficile immaginare qualcosa di più insipido.

29 aprile 2009

si sono rotti gli argini

Questa è la mia ultima ora nella biblioteca dell'Università quindi la voglio sfruttare nel migliore dei modi! Come? Scrivendo un post sul blog! Un post davvero cazzaro però, che oggi sto in vena di dire solo cose idiote e sconnesse. sapete come si chiama la Posta in greco? Ελληνικά Ταχυδρομεία ... poste greche Tahidromeia vuol dire tradotto alla lettera strada veloce! E fornello elettrico? si dice elektrika mathiakia...occhietti elettrici...salsiccia si dice Lakanik (dominio veneziano...la nostra luganica nord orientale), porta si dice uguale in greco e in italiano! L'ouzo non è un digestivo ma un aperitivo che si beve prima dei pasti accompagnato da insalata, e la torta rustica si chiama mpougatza. MP si pronuncia B, e tutte le altre vocali e i dittonghi si leggono I. Leggete il greco pronunciando solo I e non sbaglierete mai. Una corsa in taxi può variare da 3 a 5 euro, e si mangia a tutte le ore. Non c'è soluzione di continuità fra pranzo e cena. Le greche hanno il culo basso e largo oppure le gambe lunghe e slanciate, e gli uomini hanno la panza, soprattutto superata una certa età, che definisco cira a 30 anni. Su 10 milioni di abitanti in Grecia 1 milione è costituito da Albanesi. Un sacco di greche hanno i baffi, questo è vero, ma alcune sono davvero belle e non si capisce da dove sono uscite...saranno albanesi...domani vado a Pella a vedere i miei ultimi cocci e dopodomani a quest'ora sono già in Germania! Ieri ho mangiato una mpougatsa all'1 di notte e ho dormito male, e dato che avevo bevuto tanto oggi ho la nausea. Domani mi ubriaco talmente tanto la sera che spero di non vomitare sull'aereo. sono 3 ore di volo, non tante ma nemmeno poche. Sono disillusa e frustrata, felice e serena, non ci voglio pensare eppure ci penso, ci voglio pensare ma me ne scordo. Mi sono rotta le scatole di tante cose, e penso che sia giunto il momento di cambiare quello che non va. Il mio umore è instabile come il tempo di Salonicco, stanotte diluviava oggi c'è il sole. Non ho più la carta igenica, come faccio adesso? Ho comprato un kg di riso basmati che non ho mai cucinato. Qui esiste la fanta alla mela verde. Penso che non diventerò mai madre. Non riesco a distinguere bene l'architettura bizantina da quella più tarda. A Salonicco c'è una moschea trasformata in cinema, e un Han in mercato dei fiori. Arriverò in tempo all'aereoporto domani? Ma sono mai stata innamorata in vita mia? Che mi mangio a cena stasera?

28 aprile 2009

...ne mancano 3

non so come mai, ma arrivati al momento di andaresene, si accavallano tutte insieme mille cose. Tutte positive, ma che fatica...I bagagli sono già pronti, la casa è stata (quasi) pulita, i libri sistemati, il biglietto stampato. Manca solo...cosa manca? Una scatola di biscotti da mangiare ad Heidelberg? Quasi una madleine di Proust, da sgranocchiare la sera per rievocare attraverso il sapore tutti questi tre mesi. Manca...che altro manca? Una stecca di sigarette? la classica bottiglia di ouzo?! Si ho tutto. Sono pronta a partire. Salonicco intensa, vissuta attraverso musei università e biblioteca, ho imparato un mondo. Bella l'archeologia della Grecia del nord, belle le problematiche, bello scoprire che in fondo sempre nei Balkani ci troviamo. Tre mesi che mi hanno arricchita davvero, e che hanno innescato anche una serie di processi mentali. Pensa che ti ripensa il cervello mi frigge. Sarà buono da mangiare con la cipolla. Vado via da una università per tornare in un'altra, alla fine a fare sempre la stessa cosa. E dentro di me ripeto: forza, coraggio, dai, mangia un biscotto, bevici sopra, concentrati, mettici tutta te stessa e forse ce la fai. Eh si, la mia Itaca è un sasso brullo in mezzo al mare, ma mi sta dando il bel viaggio.

18 aprile 2009

oltre le mura...

mura bizantine e case di ieri

il Golfo Termaico

MAJAMONDO

Non voglio tornare in Germania...non ce la faccio...più ci penso e più mi sento male...Io sto bene qui, nel majamondo, a 5 ore di treno da Atene, Skopje, Korca o Istanbul, in mezzo alle montagne o in riva al mare, ma no, non nella valle del Reno. Non voglio andare via, lì non c'è il mare e tutto puzza di patatine fritte e wurstel. Voglio continuare a fumare 20 sigarette a 2.70, mangiare alle 11 di sera, stare nel caos mediterraneo. L'inferno teutonico si avvicina a veloci passi...non voglio tornare.

Che è successo oggi? mi pare sia risorto Cristo!

Oggi è venerdì di Pasqua, e per la prima volta sento il suono delle campane. Nel mio quartiere ci sono 2 o 3 chiese importanti, la più grande, non proprio vicina ma abbastanza da essere udita è Agios Dimitrios. Adesso che ci penso, soprattutto al centro, Roma ogni domenica è tutto un risuonare di campane. Usanze cattoliche vs usanze ortodosse! La pasqua ad esempio qui dura ben 4 giorni ed è quasi più importante del natale. Tutto chiuso, grandi preparativi, pope ortodossi vestiti con tonache nere, capelli e barbe lunghe che scorrazzano ovunque. Non ci sono suore. Ogni tanto mi imbatto in qualche vecchietta che sembra una suora, ma più verosimilmente si tratta di un abbigliamento di vecchia memoria ottomana. Ieri tornando dal museo mi sono imbattuta in un gruppo di zingari vicino ad Agia Sophia. Una di loro telefonava. Parlava macedone. Ovviamente ho rallentato il passo facendo finta di ammirare la facciata bizantina e ho ascoltato. Niente di particolarmente interessante, ma resto sempre affascinata da questa città, il cui vero pregio è la mescolanza di tradizioni e popoli. Non c è, a mia conoscenza, un’altra regione come la Macedonia in Europa. Un posto che abbia subito un così grande numero di trasformazioni e mescolanze di popoli fino a tempi più che recenti, e dove convivano un così grande numero di etnie, lingue e religioni. Di quelle che conosco: greci, albanesi, macedoni slavi, bulgari, rom, turchi, vlacchi, pomacchi, ebrei sefarditi. Ognuno con la sua identità, la sua lingua, la sua religione, le sue tradizioni. Dopo la caduta dell’impero ottomano e la creazione degli stati nazionali, il risultato dell’omogeneizzazione etnica e linguistica portato avanti da ogni singolo stato in cui la macedonia è stata divisa è immediatamente evidente. Ma basta poco, lasciare un quartiere di Salonicco e spostarsi in un altro, o girare per i villaggi sparsi fra le montagne, per rendersi conto che tutto quello che si voleva cancellare in realtà è rimasto ben radicato ed è ancora ben visibile, almeno agli occhi di chi è interessato a vederlo.

9 aprile 2009

E' tornato il sole, e stavolta splende forte

Manca poco alla definitiva partenza da qui. Potrebbe essere quasi il momento di fare un bilancio su questo periodo, anche perche', mi si fa notare, e' troppo tempo che non scrivo piu'...Allora, da dove si inizia? dagli aspetti positivi, anche se in questi giorni il morale e' sotto ai piedi per la mia povera Italia che trema. Bello e' conoscere gente e posti diversi, perdersi nelle strade e scoprire ogni domenica - il giorno dedicato alle passeggiate - un pezzo nuovo di citta', un angolo mai visto, un ristorante segreto, nascosto in un cortile o in cima alle mura. Ho imparato a riconoscere le caratteristiche distintive dei volti della gente, del loro modo di fare, a tratti brusco e ruvido ma spesso gentile e accogliente. Ho sentito parlare greco, ma anche albanese e macedone, e forse turco. Ho imparato qui quanto puo' essere importante la storia recente, quanto cioe' questa rappresenti una eredita' sempre presente nelle vite della gente. Salonicco e' la citta' dai mille volti, nascosti dietro una maschera greca da commedia, e' una citta' fatta di strati sovrapposti, dove tutti sembrano fare finta di aver scordato chi c'era prima. E' un mostro di cemento bianco nato negli anni '40 - '50 dopo incendi e guerre, che proietta i suoi tentacoli sulla piana e sulle colline. Gli odori di cannella e di mbougatsa sono formidabili e danno sollievo alle narici intasate dalla puzza di smog. E' una citta' canora e rumorosa, fra il sibilo del sempre presente vento che spazza le strade, il rombo delle macchine, i miagolii dei gatti, si sentono melodie che escono da case, ristoranti e retrobottega. La gente suona e canta, e fa pensare quel misto fra vecchi, famiglie e giovani pseudo punk che mangiano insieme e ascoltano il rebetiko, tutti ugualmente ubriachi, tutti ugualmente partecipi delle loro tradizioni. Non ho mai visto una cosa simile in Italia. Mi piace il fatto che non ci siano orari per mangiare e stare insieme, che c'e' sempre gente in giro, di tutte le eta'. Amo il mare e il golfo Termaico, quando nei pochi giorni di cielo terso si vede addirittura l'Olimpo coperto di neve. E' una delle citta' piu' nuvolose della Grecia, e quel cielo alto l'ho visto poche volte a dire il vero, ma quando e' bel tempo...quando il sole splende ti ripaga di tutti i giorni uggiosi e grigi.
Potrei parlare ora degli aspetti negativi, ma questi non hanno molto a che fare con la citta', quindi li terro' per me.
Questo post e' dedicato ad una persona che avrei voluto avre accanto, una persona con cui mi piacerebbe aver condiviso tutto questo.

6 aprile 2009

prometto che mi rimetto a scrivere

manca un mese e abbandonerò Salonicco. Mi dispiace tanto. Certo, il sole non c'è quasi mai, ma quando c'è è bellissimo...questi giorni prometto che tornerò a scrivere.

20 febbraio 2009

i segreti del vento

Thessaloniki alta me la ricordavo più bella. Forse perchè i colori erano scaldati dal sole di fine settembre, o forse, verosimilmente, perchè tornavo da 2 mesi passati in mezzo alle montagne albanesi.
Nella parte bassa i palazzi anni 50 sono stati costruiti sulle macerie delle belle case di fine 800, e adesso, dalla rocca, guardando verso il mare si vede un unica distesa di cubi bianchi disposti a scacchiera, spezzata dal marrone delle chiese e dei monumenti superstiti. La parte alta è stata in parte risparmiata, e mantiene comunque il suo fascino. Nonostante ciò la città mi piace, e spero che questo vento gelato la smetta di soffiare così forte, per poter tornare presto a perdermi fra i vicoletti della citta vecchia senza che mi cadano le estremità della faccia per l'ipotermia.
Un mio amico mi ha detto che la parte vecchia Thessaloniki è infestata di fantasmi. Effettivamente quando il vento soffia forte come in questi giorni, produce un lamento acuto, che sovrapponendosi ai miagolii delle centinaia di gatti che abitano qui, rende la notte decisamente lugubre. Eh si, sembra proprio che i fantasmi ci siano davvero, e che urlino forte. Diciamo che la parte più interessante di questa città è la sua storia e la sua atmosfera, di certo non la sua architettura! Dal 1912, anno della prima guerra balcanica, la popolazione greca da minoranza è diventata maggioranza, rimpiazzando slavi, turchi (20% circa) ed ebrei (il 50% circa della popolazione!), i primi 2 gruppi etnici "rimpatriati", gli altri spediti nei campi di concentramento da italiani e tedeschi durante l'occupazione delle Poteze dell'Asse nella 2 guerra mondiale. Nella città alta ci sono ancora i ruderi di alcune vecchie case sfitte, che più o meno sembrano versare in stato di abbandono da almeno 50 anni (occhio archeologico non inganna). E i fantasmi di Salonicco non si lamentano in greco, ma in tutte le altre lingue parlate nei Balcani meridionali.

12 febbraio 2009

Cristina

Cristina è una tipa italiana che ho conosciuto qualche giorno fa. Stavo cercando un libro nell'archivio infomatico della biblioteca quando sento una voce dietro di me che dice: "tu sei Maja?" Mi giro e vedo una donna minuta, con i capelli corti, che mi guarda da dietro un paio di spessi occhiali. "si, sono io..." "scusa ma ho visto un passaporto italiano all'ingresso, pensavo di aver dimenticato il mio e mi sono imbattuta in te!"
Cristina è simpatica, nonostante la corporatura e la voce delicata deve essere una di quelle donne davvero toste. Ha appena finito il dottorato fra Bologna e York (mi pare), ha vissuto un anno a Istanbul, la mamma è inglese ma nata in Kenya, si è girata i Balcani in macchina in lungo e in largo, parla turco e un pò di greco, studia roba bizantina, santi, gesucristi e madonne, ma essendo profondamente atea avere un approccio scientifico nel settore le riesce decisamente bene. Ora è qui per 6 mesi con una borsa Onassis per la ricerca. Le interessa la storia dell'Impero Ottomano, la storia contemporanea della Grecia, ed è un piacere parlare con lei, di politica come di archeologia. Ho conosciuto una persona intelligente.

9 febbraio 2009

precisazione

Ho dimenticato di dire che tutto questo avveniva alle 15.30 circa, ora greca, A Thessaloniki, davanti all' ingresso della facolta' di Filosofia-nuovo edificio- dell'Universita'Aristotele (Το Αριστοτέλειο Πανεπιστήμιο Θεσσαλονίκης).

quello che ho visto

Oggi sono andata x la prima volta all'Universita'. Dopo aver parlato con il mio professore ed essere stata in biblioteca sono uscita dalla facolta' di Filosofia e mi sono trovata in mezzo ad un qualcosa che non avrei mai voluto vedere. L'ingresso era quasi deserto, giro a sinistra e mi imbatto in un ragazzo steso per terra che sanguinava dalla testa. C'era una chiazza di sangue bella grossa sull'asfalto. Il ragazzo aveva una kefia al collo. Ho indugiato qualche secondo per capire cosa fosse successo e se c'era qualcosa che avrei potuto fare, ma attorno a lui gia' c'erano 3 o 4 persone e ho deciso di proseguire. Non ho fatto in tempo a girarmi che mi sono trovata in mezzo a 15 persone che procedevano a passo svelto, quasi correndo, verso il tipo, vestite di nero, incappucciate, con in mano bastoni, caschi e addirittura asce. Gridavano "pou einai malaka?" dove e' lo stronzo? Mi sono ritrovata in mezzo a queste persone e ho accelerato il passo per allontanarmi. I picchiatori si sono stretti attorno al tipo, io mi sono allontanata davvero impaurita, ma ho continuato a guardare. Penso gli abbiano dato ancora qualche calcio, non lo so, c'era troppa gente assiepata e non vedevo bene. Uno di loro faceva il palo all'ingresso del vialetto con un ascia in mano, di quelle che si usano in caso di incendio. Dopo qualche secondo si sono allontanati di corsa. Io sono rimasta senza parole, e mentre si avviciavano altri ragazzi a prestare soccorso me ne sono venuta via a scrivere qui tutto quello che ho visto.

8 febbraio 2009

Pro e contro

È un bel mattino di domenica, e io scrivo a casa per poi postare nel pomeriggio all’internet point. Non scrivo direttamente li perché alla modica cifra di un euro ogni mezz’ora corro il rischio di spendere ingenti somme di denaro che la mia misera borsa di studio non copre. Stranamente, nonostante i mille pensieri che mi frullano nella testa, oggi mi sono svegliata di buon umore, dopo aver dormito come un sasso, nonostante il fastidioso rumore della caldaia di quello del piano di sopra che scandisce il tempo. Come succede di solito quando ci si deve adattare ad una casa nuova, cammin facendo si scoprono pregi e difetti, impossibili da valutare al primo sguardo. E la maledetta caldaia del vicino (difetto n°1) è uno di questi! La mancanza del fornello (difetto n°2) mi sta costringendo ad un’alimentazione fredda. Stamattina mi sono ingegnata: nescafè e latte freddo più tre cosi integrali simil cartone e la colazione è bella che pronta. Insalate e tonno in scatola, prosciutto tedesco (il supermercato Lidl e la globalizzazione!) e suddette fette integrali simil cartone, frutta e succo di frutta e la cena è servita. Difetto n°3: la posizione! Non ho mai vissuto in un posto così arroccato, e quando vedo le vecchiette cariche di spesa (ovviamente fatta alla Lidl) che si arrampicano veloci su per impervie salite come se nulla fosse, penso che ce la potrò fare anche io un giorno a salire in scioltezza, ma non ne sono mica sicura! Ieri sera tornando a casa da piazza della rotonda, vicino al mare, mi sono resa conto di come tornare a casa equivalesse a mezz’ora di free climbing. Le mie povere ginocchia gridano vendetta, ma mi verranno dei muscoli alle gambe che nemmeno Messner! Alla fine il n°3 potrebbe rappresentare anche un pregio, se considerato con sportiva rassegnazione, anti infiammatorio alla mano.
Pregi: la Lidl vicino casa! Anche se mi fa tristezza che sugli scaffali ci siano le stesse cose che trovo in Germania, avere un discount vicino casa ha i suoi innegabili vantaggi, però c’è da dire che rispetto a Krukkoland qui i prezzi sono più alti! Forse perché i sopraffini prodotti alimentari tedeschi devono fare un lungo viaggio trans-balcanico in camion per arrivare sugli scaffali greci? Forse però alcune cose sono addirittura prodotte in Grecia su licenza tedesca, e allora il sovrapprezzo non si spiega. Quando riesco a decifrare l’etichetta greca ve lo spiego. Altro pregio: il silenzio! Salonicco è davvero rumorosa! A Roma abitavo a circonvallazione Casilina, e casa tremava ogni volta che passava un autobus o un camion (si, anche camion!). I vetri sono doppi, ma d’estate il rumore infernale del traffico ti sveglia al passaggio del primo bus della mattina. Ad Heidelberg abito in una via a traffico zero, quindi mi sono abituata al silenzio. Dicevo, Salonicco è rumorosa come circonvallazione Casilina all’ora di punta, ma casa mia, proprio perché arroccata, è davvero silenziosa. E poi il giardino! La cosa più bella della casa! Piccolo, in condivisione e incolto, ma ci si può stare con un tavolino e due sedie senza disturbare la vicina, ed è un piacere guardare fuori dalla porta finestra. Ieri l’ho pulito, ho tolto foglie secche e schifezze varie, ho lavato i vetri delle finestre per fare entrare meglio la luce, e quando mi reggerà di arrampicarmi dal mercato a casa con dei vasi comprerò anche qualche pianta di basilico e rosmarino. E qualche fiore! Ho visto passare anche degli autobus, ma devo ancora scoprire bene dove portano, ma più che altro dove stanno le fermate!

7 febbraio 2009

Era da troppo tempo che non vedevo il mare

Arrivata da 4 giorni a Thessaloniki. Per fortuna ho trovato subito casa. È carina, ovviamente un monolocale, ma, cosa fantastica e preziosissima in Grecia, c’è il giardino. Per ora è uno spazio incolto con qualche erbaccia e un albero, non si vede il mare, ma fra i palazzi posso scorgere un pezzetto delle basse montagne che racchiudono il golfo di Volos. E il cielo! Finalmente un cielo degno di tale nome, con tutti i colori che il cielo deve avere: blu, azzurro, anche bianco di nuvole, rosso la sera, ma mai grigio topo e tetro come il cielo tedesco. Una meraviglia.

Allora con ordine, come ho trovato casa? Ho camminato per tutta Salonicco, che per fortuna già conoscevo un minimo, e mi sono messa a cercare le agenzie immobiliari fra le stradine, dizionario greco - italiano alla mano. Grazie a dio ho fatto il liceo classico e riesco a leggere qualcosa. Qui per quello che ho visto non esistono le grandi agenzie immobiliari che monopolizzano il mercato, sono tutte più o meno a gestione famigliare, si occupano di immobili a livello di quartiere, e, la cosa più bella, ti portano a vedere le case a bordo di uno scooter. L’ebbrezza euforica di tali spostamenti è presto spiegata: Salonicco poggia su una collina, quindi è tutta una salita, il fondo stradale delle vie secondarie è fatto con una specie di sampietrini, il traffico è tipo quello di Napoli, e i greci guidano come gli albanesi, cioè per strada comanda chi ha il mezzo di trasporto più grosso. E poi suonano sempre il clacson, soprattutto quando non ce n’è motivo. Devo confessare che mi sono sentita a casa, mi sembrava di stare a Roma. Ieri ho firmato il contratto, e i padroni di casa hanno comprato divano letto, sedia, tavolo, lampada da tavolo, materasso per il letto a soppalco, una coperta e un cuscino, un piatto, una scodella e 6 bicchieri. E una piantina fiorita. Unico problema della casa: in cucina non c’è la piastra elettrica! La dovrò comprare domani, perché senza caffè la mattina non riesco a vivere. E comunque non resisterò 3 mesi a mangiare solo roba fredda! Il giardino di casa è in condivisione con un altro monolocale, e stasera mi ha bussato alla porta-finestra Anna, la mia vicina greca. Sembra simpatica, e poi più o meno ha la mia età, quindi in futuro se ci piacciamo a vicenda potremmo diventare anche amiche. O anche no. La casa sta ai margini del quartiere vecchio di Salonicco, arrampicato fino all’acropoli che è nella parte più alta della collina. La lunga via che porta a casa mia ha una pendenza di circa 70% quindi sostituisce la palestra. Ieri, per festeggiare la mia ultima notte in albergo, ho conquistato il golfo di Volos correndo per un’ora sul lungomare, e poi sono andata a mangiare fuori in una taverna vicino al mercato. Avevo talmente fame ed ero talmente distrutta che non sono riuscita a mangiare tutto. Anche la retsina l’ho lasciata a metà! Però mi sono scolata in 10 minuti un litro d’acqua.

Poche ore prima di andare a correre ho fatto un incontro assurdo: camminavo sopra pensiero per la via principale, meditando sul luogo dove andare a comprare le lenzuola, e mi ferma un bel tipo sulla 40ina chiedendomi in inglese: tu non sei greca, vero? Io mi sono fermata e abbiamo iniziato a parlare. Il tipo, di cui non ricordo il nome, è californiano, ha vissuto 7 anni in India e adesso vive qui (come cazzo ci è approdato in Grecia, a Salonicco poi, glie lo vorrei proprio chiedere). Ha aperto una scuola di yoga nel centro con altre persone e insegna meditazione! Mi ha dato un cd cantato in sanscrito - che ovviamente non ho ancora ascoltato e che probabilmente non ascolterò mai - in cambio di un’offerta libera, e dopo avermi chiesto di dove ero e che facevo, etc. è rimasto stupito che io non avessi mai fatto meditazione o yoga in vita mia. Traduco dall’inglese:”è incredibile, io ti ho fermata perché da come cammini e dal tuo volto sorridente avrei giurato che tu fossi una persona dedita allo yoga e alla meditazione, è incredibile! Ma sei sicura di non aver mai fatto alcun tipo di meditazione?”. Poi quando ha sentito che mi chiamo Maja si è sciolto! “NOOOO, what a coincidence, unbelievable!”. Maja, illusione in sanscrito! Mi ha detto che Maja aveva anche un altro significato che non ricordo, ma io gli ho detto che preferivo illusione. Alla fine gli ho dato 3 euro per questo cd – chissà se canta lui mentre medita – e lui mi ha dato il biglietto da visita della scuola dove insegna, pregandomi di andarlo a trovare. Non penso ci andrò mai, ma Salonicco è piccola, quindi se il suo mantra coincide con il mio ci rincontreremo per caso fra una bancarella di pesce e una taverna. Peccato che io non abbia la benché minima idea di cosa sia un mantra, lui me lo potrebbe spiegare ma non mi interessa.

Insomma adesso sono qui, questa è la prima notte che passo nella mia nuova casa greca, e dopo una lauta cena tonno-insalata-pomodori-arancio-mela avrei dovuto brindare, ma non ho comprato niente da bere. Non ho nemmeno il cavatappi e l’apribottiglie! Le posate e gli asciugamani li ho trafugati all’hotel Olympic, ma il cavatappi…mmmh difficile! E poi non mi piace brindare da sola, quindi lo farò con il primo ospite che mi verrà a trovare, oppure con Anna, la vicina. Domani quasi quasi la invito a bere un bicchiere di retsina.

2 febbraio 2009

2 mesi

sono passati circa due mesi dall'ultima volta che ho scritto...diciamo che la Germania non è proprio la mia fonte di ispirazione preferita. I giorni passano uno appresso all'altro, monocorde, molto simili fra di loro. E in definitiva non c'è assolutamente nulla di interessante da raccontare. Non me ne frega nulla a me di quello che succede qua intorno, figuriamoci agli altri. Domani mattina però si parte di nuovo. Salonicco, 3 mesi! Ancora non ho fatto la valigia...ci metterò le scarpe per correre, qualche libro, due vestiti e poi ciao Heidelberg! ti saluto per un pò, non triste perchè sò che ti troverò al mio ritorno uguale a te stessa. Contenitore di lusso per strazianti miserie umane.