29 aprile 2009

si sono rotti gli argini

Questa è la mia ultima ora nella biblioteca dell'Università quindi la voglio sfruttare nel migliore dei modi! Come? Scrivendo un post sul blog! Un post davvero cazzaro però, che oggi sto in vena di dire solo cose idiote e sconnesse. sapete come si chiama la Posta in greco? Ελληνικά Ταχυδρομεία ... poste greche Tahidromeia vuol dire tradotto alla lettera strada veloce! E fornello elettrico? si dice elektrika mathiakia...occhietti elettrici...salsiccia si dice Lakanik (dominio veneziano...la nostra luganica nord orientale), porta si dice uguale in greco e in italiano! L'ouzo non è un digestivo ma un aperitivo che si beve prima dei pasti accompagnato da insalata, e la torta rustica si chiama mpougatza. MP si pronuncia B, e tutte le altre vocali e i dittonghi si leggono I. Leggete il greco pronunciando solo I e non sbaglierete mai. Una corsa in taxi può variare da 3 a 5 euro, e si mangia a tutte le ore. Non c'è soluzione di continuità fra pranzo e cena. Le greche hanno il culo basso e largo oppure le gambe lunghe e slanciate, e gli uomini hanno la panza, soprattutto superata una certa età, che definisco cira a 30 anni. Su 10 milioni di abitanti in Grecia 1 milione è costituito da Albanesi. Un sacco di greche hanno i baffi, questo è vero, ma alcune sono davvero belle e non si capisce da dove sono uscite...saranno albanesi...domani vado a Pella a vedere i miei ultimi cocci e dopodomani a quest'ora sono già in Germania! Ieri ho mangiato una mpougatsa all'1 di notte e ho dormito male, e dato che avevo bevuto tanto oggi ho la nausea. Domani mi ubriaco talmente tanto la sera che spero di non vomitare sull'aereo. sono 3 ore di volo, non tante ma nemmeno poche. Sono disillusa e frustrata, felice e serena, non ci voglio pensare eppure ci penso, ci voglio pensare ma me ne scordo. Mi sono rotta le scatole di tante cose, e penso che sia giunto il momento di cambiare quello che non va. Il mio umore è instabile come il tempo di Salonicco, stanotte diluviava oggi c'è il sole. Non ho più la carta igenica, come faccio adesso? Ho comprato un kg di riso basmati che non ho mai cucinato. Qui esiste la fanta alla mela verde. Penso che non diventerò mai madre. Non riesco a distinguere bene l'architettura bizantina da quella più tarda. A Salonicco c'è una moschea trasformata in cinema, e un Han in mercato dei fiori. Arriverò in tempo all'aereoporto domani? Ma sono mai stata innamorata in vita mia? Che mi mangio a cena stasera?

28 aprile 2009

...ne mancano 3

non so come mai, ma arrivati al momento di andaresene, si accavallano tutte insieme mille cose. Tutte positive, ma che fatica...I bagagli sono già pronti, la casa è stata (quasi) pulita, i libri sistemati, il biglietto stampato. Manca solo...cosa manca? Una scatola di biscotti da mangiare ad Heidelberg? Quasi una madleine di Proust, da sgranocchiare la sera per rievocare attraverso il sapore tutti questi tre mesi. Manca...che altro manca? Una stecca di sigarette? la classica bottiglia di ouzo?! Si ho tutto. Sono pronta a partire. Salonicco intensa, vissuta attraverso musei università e biblioteca, ho imparato un mondo. Bella l'archeologia della Grecia del nord, belle le problematiche, bello scoprire che in fondo sempre nei Balkani ci troviamo. Tre mesi che mi hanno arricchita davvero, e che hanno innescato anche una serie di processi mentali. Pensa che ti ripensa il cervello mi frigge. Sarà buono da mangiare con la cipolla. Vado via da una università per tornare in un'altra, alla fine a fare sempre la stessa cosa. E dentro di me ripeto: forza, coraggio, dai, mangia un biscotto, bevici sopra, concentrati, mettici tutta te stessa e forse ce la fai. Eh si, la mia Itaca è un sasso brullo in mezzo al mare, ma mi sta dando il bel viaggio.

18 aprile 2009

oltre le mura...

mura bizantine e case di ieri

il Golfo Termaico

MAJAMONDO

Non voglio tornare in Germania...non ce la faccio...più ci penso e più mi sento male...Io sto bene qui, nel majamondo, a 5 ore di treno da Atene, Skopje, Korca o Istanbul, in mezzo alle montagne o in riva al mare, ma no, non nella valle del Reno. Non voglio andare via, lì non c'è il mare e tutto puzza di patatine fritte e wurstel. Voglio continuare a fumare 20 sigarette a 2.70, mangiare alle 11 di sera, stare nel caos mediterraneo. L'inferno teutonico si avvicina a veloci passi...non voglio tornare.

Che è successo oggi? mi pare sia risorto Cristo!

Oggi è venerdì di Pasqua, e per la prima volta sento il suono delle campane. Nel mio quartiere ci sono 2 o 3 chiese importanti, la più grande, non proprio vicina ma abbastanza da essere udita è Agios Dimitrios. Adesso che ci penso, soprattutto al centro, Roma ogni domenica è tutto un risuonare di campane. Usanze cattoliche vs usanze ortodosse! La pasqua ad esempio qui dura ben 4 giorni ed è quasi più importante del natale. Tutto chiuso, grandi preparativi, pope ortodossi vestiti con tonache nere, capelli e barbe lunghe che scorrazzano ovunque. Non ci sono suore. Ogni tanto mi imbatto in qualche vecchietta che sembra una suora, ma più verosimilmente si tratta di un abbigliamento di vecchia memoria ottomana. Ieri tornando dal museo mi sono imbattuta in un gruppo di zingari vicino ad Agia Sophia. Una di loro telefonava. Parlava macedone. Ovviamente ho rallentato il passo facendo finta di ammirare la facciata bizantina e ho ascoltato. Niente di particolarmente interessante, ma resto sempre affascinata da questa città, il cui vero pregio è la mescolanza di tradizioni e popoli. Non c è, a mia conoscenza, un’altra regione come la Macedonia in Europa. Un posto che abbia subito un così grande numero di trasformazioni e mescolanze di popoli fino a tempi più che recenti, e dove convivano un così grande numero di etnie, lingue e religioni. Di quelle che conosco: greci, albanesi, macedoni slavi, bulgari, rom, turchi, vlacchi, pomacchi, ebrei sefarditi. Ognuno con la sua identità, la sua lingua, la sua religione, le sue tradizioni. Dopo la caduta dell’impero ottomano e la creazione degli stati nazionali, il risultato dell’omogeneizzazione etnica e linguistica portato avanti da ogni singolo stato in cui la macedonia è stata divisa è immediatamente evidente. Ma basta poco, lasciare un quartiere di Salonicco e spostarsi in un altro, o girare per i villaggi sparsi fra le montagne, per rendersi conto che tutto quello che si voleva cancellare in realtà è rimasto ben radicato ed è ancora ben visibile, almeno agli occhi di chi è interessato a vederlo.

9 aprile 2009

E' tornato il sole, e stavolta splende forte

Manca poco alla definitiva partenza da qui. Potrebbe essere quasi il momento di fare un bilancio su questo periodo, anche perche', mi si fa notare, e' troppo tempo che non scrivo piu'...Allora, da dove si inizia? dagli aspetti positivi, anche se in questi giorni il morale e' sotto ai piedi per la mia povera Italia che trema. Bello e' conoscere gente e posti diversi, perdersi nelle strade e scoprire ogni domenica - il giorno dedicato alle passeggiate - un pezzo nuovo di citta', un angolo mai visto, un ristorante segreto, nascosto in un cortile o in cima alle mura. Ho imparato a riconoscere le caratteristiche distintive dei volti della gente, del loro modo di fare, a tratti brusco e ruvido ma spesso gentile e accogliente. Ho sentito parlare greco, ma anche albanese e macedone, e forse turco. Ho imparato qui quanto puo' essere importante la storia recente, quanto cioe' questa rappresenti una eredita' sempre presente nelle vite della gente. Salonicco e' la citta' dai mille volti, nascosti dietro una maschera greca da commedia, e' una citta' fatta di strati sovrapposti, dove tutti sembrano fare finta di aver scordato chi c'era prima. E' un mostro di cemento bianco nato negli anni '40 - '50 dopo incendi e guerre, che proietta i suoi tentacoli sulla piana e sulle colline. Gli odori di cannella e di mbougatsa sono formidabili e danno sollievo alle narici intasate dalla puzza di smog. E' una citta' canora e rumorosa, fra il sibilo del sempre presente vento che spazza le strade, il rombo delle macchine, i miagolii dei gatti, si sentono melodie che escono da case, ristoranti e retrobottega. La gente suona e canta, e fa pensare quel misto fra vecchi, famiglie e giovani pseudo punk che mangiano insieme e ascoltano il rebetiko, tutti ugualmente ubriachi, tutti ugualmente partecipi delle loro tradizioni. Non ho mai visto una cosa simile in Italia. Mi piace il fatto che non ci siano orari per mangiare e stare insieme, che c'e' sempre gente in giro, di tutte le eta'. Amo il mare e il golfo Termaico, quando nei pochi giorni di cielo terso si vede addirittura l'Olimpo coperto di neve. E' una delle citta' piu' nuvolose della Grecia, e quel cielo alto l'ho visto poche volte a dire il vero, ma quando e' bel tempo...quando il sole splende ti ripaga di tutti i giorni uggiosi e grigi.
Potrei parlare ora degli aspetti negativi, ma questi non hanno molto a che fare con la citta', quindi li terro' per me.
Questo post e' dedicato ad una persona che avrei voluto avre accanto, una persona con cui mi piacerebbe aver condiviso tutto questo.

6 aprile 2009

prometto che mi rimetto a scrivere

manca un mese e abbandonerò Salonicco. Mi dispiace tanto. Certo, il sole non c'è quasi mai, ma quando c'è è bellissimo...questi giorni prometto che tornerò a scrivere.