Caro amore mio,
ascolto le gocce d'acqua che si rompono sul fondo del lavandino. Il rubinetto perde da mesi ma ora questo cadenzato rumore sta diventando insopportabile. È diventato il rumore del tempo che scandisce le mie decisioni e i miei ricordi.
Ti scrivo adesso ma con la certezza che non capirai subito queste mie parole. Forse le riscoprirai fra qualche anno, quando avremo abbattuto questa ulteriore barriera. Il tempo passato assieme è stato breve ma a me sembrano già passati degli anni, mi sembra che questo tempo sia sempre esistito, quasi come condizione necessaria del nostro essere. La vita senza te è diventata un ossimoro.
Sono alla costante ricerca di una forma che mi permetta di tradurre in parole i miei pensieri. Per ora mi affido ai gesti. E non è solo una questione di lingua, tradurre in tedesco o in inglese i miei sentimenti.
È questione di riuscire a non aver paura della propria immensa vulnerabilità, metterla nero su bianco sotto ai tuoi occhi e agli occhi di tutti.
Sono uscita dal mio corpo e mi sono messa a guardare i miei gesti e ad ascoltare le mie parole. Ho cercato in tutti i modi di non far cedere la mia ridicola corazza e ho impugnato le mie armi di cartone. La verità è che non vedevo l'ora di arrendermi, ma mi sembrava sconveniente consegnarti subito le chiavi della città. Adesso che il terrore dell'assedio è scemato posso finalmente godere del terrore del saccheggio e dell'abbandono. Ho impilato tutti gli scudi e le armi al centro della piazza e mi appresto a dargli fuoco. L'elmo l'ho rovesciato e l'ho trasformato in un vaso da fiori. Vorrei piantarci del basilico, mi piacerebbe poterne sentire il profumo in estate e chiudendo gli occhi ricordarmi dell'odore dei pomeriggi afosi di quando ero bambina. L'odore del basilico, del rosmarino e dei pini. L'odore del Mediterraneo che si fa sempre più lontano.
Per tutta la vita mi sono fregiata del mio atavico femminismo che adesso butterei volentieri alle ortiche.
In cambio di te. Questo mi spaventa. E penso spaventi ancora di più te, anche se non ne sono affatto sicura. Per questo motivo non voglio scriverti o parlarti direttamente, ma vigliaccamente preferisco affidare le mie parole ad una lingua che non conosci affatto, per inscenare ancora una volta la commedia farsesca della mia reticenza.
Siamo noi che riempiamo di significato azioni e oggetti che ci diventano essenziali per lo spazio di una vita o di qualche istante. Non esiste alcun tipo di senso intrinseco nei gesti e nelle parole: questo si crea dal momento in cui due persone attribuiscono lo stesso valore ad una fetta di pane e miele mangiata a letto assieme, la domenica mattina.
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30 gennaio 2011
4 dicembre 2010
Neve
Ci sono quei gesti, quei piccoli gesti fatti senza pensare, con naturalezza. Quei piccoli gesti a tal punto spontanei da spiazzarti e lasciarti di sale.
Cosa sta facendo?
Non te lo aspettavi, eh?
No, davvero, proprio no. Non ero abituata. Non ci avrei mai pensato.
E questo piccolo, insignificante gesto, spontaneo e delicato come un fiocco di neve, si è posato sulla punta del mio naso e si è sciolto al calore di un sorriso.
Cosa sta facendo?
Non te lo aspettavi, eh?
No, davvero, proprio no. Non ero abituata. Non ci avrei mai pensato.
E questo piccolo, insignificante gesto, spontaneo e delicato come un fiocco di neve, si è posato sulla punta del mio naso e si è sciolto al calore di un sorriso.
12 aprile 2010
Ogni cosa ha il suo prezzo
La mia casa e' stata invasa!
Da un'immane orda di toscani costituita dai due genitori del mio nuovo coinquilino.
Il frigo e' tutto un trasbordare di cibi di italica provenienza, e stasera, quando sono tornata a casa, ho trovato un vero pasto italiano ad attendermi: antipasto, pasta, insalata, carne alla cipolla e salumi! E per digerire una buona pera bio!
Ma tutto ha un suo prezzo, così, prima di cena...
Il mio lavandino era opaco al punto giusto, ma ora risplende di mille bagliori metallici! Il calcare e' stato sconfitto!
-sai io mi sono permessa... ora si che va bene, perché così non si poteva vedere... (leggi: sei una zozzona, ma ora va meglio grazie a me che ti dico come pulire la tu' casa, se non ci fossi io a spiegare come vanno fatte le cose...)
- ahhh ma grazie signora, non doveva (leggi: te sei pazza! ma chi se ne frega se il lavandino e' opaco)
e dopo cena....
Le mie due fantastiche tovagliette Ikea, che ingentiliscono il tavolo, sono state guardate con insistenza
-ma non le usi tu le tovaglie?
- beh...no (leggi: ...cazzo te frega, e' casa mia! e poi le tovagliette Ikea che c'hanno adesso che non va?)
- ah...no perche queste te le abbiamo sporcate noi stasera (leggi: le tue tovagliette sono sporche, ma che te lo devo dire io?)
- beh non c'e' problema la mia ex-coinquilina me ne ha lasciate alcune, metto queste a lavare e tiro fuori la tovaglia arancione (leggi: ti assecondo solo perché sono una brava persona e molto educata, ma te non te stai a regola' perché questa e' casa mia e tu sei ospite e mi stai insultando dandomi della zozzona)
- ah beh vedi, così va meglio, ma che e' sintetica, ma che non la stiri? (leggi : il mio povero bambino non può mangiare senza una tovaglia pulita, ah, povero figliolo mio, a casa dalla tu' mamma si che hai tutto come si deve)
- odio il ferro da stiro (leggi : ma che cazzo vuoi da me, chi ti conosce, mi hai pure spostato tutte le cose della cucina perché non erano nell'ordine giusto e mi hai incasinato il frigo manco fossi a casa tua)
- aahhhh.....ma davvero? (leggi: te tu un sei una vera donna, povero il mio bambino, qui all'estero...da solo, senza la tovaglia stirata)
La cena era buona, e tremendamente abbondante, ma...
-scommetto che anche i tuoi genitori quando vengono ti cucinano così (leggi: non siamo angoscianti verso nostro figlio, siamo normali perché tutti i genitori sono così invasivi nella vita dei propri figli unici, facendogli la spesa, preparando primo, secondo contorno e frutta anche se nessuno ce lo ha chiesto e nostro figlio ci rivolge la parola a stento, non ci guarda, guarda nel piatto e ogni tanto sbuffa quando parlo)
- beh no...cioè si cuciniamo insieme (leggi: non mi scrutare cosi come se fossi una marziana, e poi sei a casa mia, come ti permetti)
- ahhh (leggi: povera figliola co' i genitori divorziati e mezzi stranieri che non si prendono cura di te, non come fo io che so' un esempio di mamma perfetta, ah il mi' figliolo...)
Sto digerendo la pasta carne biologica portata direttamente dalla toscana e cotta con le cipolle, il battuto di non so che cosa. In frigo abbiamo sugo per la pasta per i prossimi 10 giorni e anche delle patate nere e il detersivo per i panni, per i piatti e per non so che cazzo, le pere a 20 centesimi l'una, il radicchio del contadino di non so dove...
Stasera ho provato una bellissima sensazione, mi sono sentita perfettamente e assolutamente normale.
Adesso voglio proprio vedere cosa succederà quando l'orda genitoriale abbandonerà queste terre inospitali (eh si qua si sta male...in Toscana li si che si sta bene...e noi abbiamo pure gli ulivi sa, 120 piante!).
Ma una considerazione, una sola, me la permetto: da quando sono qui mi capita spesso di entrare in contatto con un discreto numero di persone con forti disagi psicologici. A questo punto sono costretta a chiedermi quale sia la causa: o questi individui sono attirati da Heidelberg, ed e' un buon motivo per andare via da qui al più presto, o lo sono da questa casa, e allora la dovrei far esorcizzare, o lo sono da me!
Fosse vera l'ultima?
Da un'immane orda di toscani costituita dai due genitori del mio nuovo coinquilino.
Il frigo e' tutto un trasbordare di cibi di italica provenienza, e stasera, quando sono tornata a casa, ho trovato un vero pasto italiano ad attendermi: antipasto, pasta, insalata, carne alla cipolla e salumi! E per digerire una buona pera bio!
Ma tutto ha un suo prezzo, così, prima di cena...
Il mio lavandino era opaco al punto giusto, ma ora risplende di mille bagliori metallici! Il calcare e' stato sconfitto!
-sai io mi sono permessa... ora si che va bene, perché così non si poteva vedere... (leggi: sei una zozzona, ma ora va meglio grazie a me che ti dico come pulire la tu' casa, se non ci fossi io a spiegare come vanno fatte le cose...)
- ahhh ma grazie signora, non doveva (leggi: te sei pazza! ma chi se ne frega se il lavandino e' opaco)
e dopo cena....
Le mie due fantastiche tovagliette Ikea, che ingentiliscono il tavolo, sono state guardate con insistenza
-ma non le usi tu le tovaglie?
- beh...no (leggi: ...cazzo te frega, e' casa mia! e poi le tovagliette Ikea che c'hanno adesso che non va?)
- ah...no perche queste te le abbiamo sporcate noi stasera (leggi: le tue tovagliette sono sporche, ma che te lo devo dire io?)
- beh non c'e' problema la mia ex-coinquilina me ne ha lasciate alcune, metto queste a lavare e tiro fuori la tovaglia arancione (leggi: ti assecondo solo perché sono una brava persona e molto educata, ma te non te stai a regola' perché questa e' casa mia e tu sei ospite e mi stai insultando dandomi della zozzona)
- ah beh vedi, così va meglio, ma che e' sintetica, ma che non la stiri? (leggi : il mio povero bambino non può mangiare senza una tovaglia pulita, ah, povero figliolo mio, a casa dalla tu' mamma si che hai tutto come si deve)
- odio il ferro da stiro (leggi : ma che cazzo vuoi da me, chi ti conosce, mi hai pure spostato tutte le cose della cucina perché non erano nell'ordine giusto e mi hai incasinato il frigo manco fossi a casa tua)
- aahhhh.....ma davvero? (leggi: te tu un sei una vera donna, povero il mio bambino, qui all'estero...da solo, senza la tovaglia stirata)
La cena era buona, e tremendamente abbondante, ma...
-scommetto che anche i tuoi genitori quando vengono ti cucinano così (leggi: non siamo angoscianti verso nostro figlio, siamo normali perché tutti i genitori sono così invasivi nella vita dei propri figli unici, facendogli la spesa, preparando primo, secondo contorno e frutta anche se nessuno ce lo ha chiesto e nostro figlio ci rivolge la parola a stento, non ci guarda, guarda nel piatto e ogni tanto sbuffa quando parlo)
- beh no...cioè si cuciniamo insieme (leggi: non mi scrutare cosi come se fossi una marziana, e poi sei a casa mia, come ti permetti)
- ahhh (leggi: povera figliola co' i genitori divorziati e mezzi stranieri che non si prendono cura di te, non come fo io che so' un esempio di mamma perfetta, ah il mi' figliolo...)
Sto digerendo la pasta carne biologica portata direttamente dalla toscana e cotta con le cipolle, il battuto di non so che cosa. In frigo abbiamo sugo per la pasta per i prossimi 10 giorni e anche delle patate nere e il detersivo per i panni, per i piatti e per non so che cazzo, le pere a 20 centesimi l'una, il radicchio del contadino di non so dove...
Stasera ho provato una bellissima sensazione, mi sono sentita perfettamente e assolutamente normale.
Adesso voglio proprio vedere cosa succederà quando l'orda genitoriale abbandonerà queste terre inospitali (eh si qua si sta male...in Toscana li si che si sta bene...e noi abbiamo pure gli ulivi sa, 120 piante!).
Ma una considerazione, una sola, me la permetto: da quando sono qui mi capita spesso di entrare in contatto con un discreto numero di persone con forti disagi psicologici. A questo punto sono costretta a chiedermi quale sia la causa: o questi individui sono attirati da Heidelberg, ed e' un buon motivo per andare via da qui al più presto, o lo sono da questa casa, e allora la dovrei far esorcizzare, o lo sono da me!
Fosse vera l'ultima?
8 aprile 2010
Primavera della mente
E' tornata a prendermi la voglia di vita normale, chiacchiere al telefono, che fai stasera? ti passo a prendere. Andiamo a fare la spesa insieme?
Ho esaurito in parte la mia voglia di spostarmi.
Fra un mese si riparte, come una trottola su e giù, dottorato da finire, svelta, di corsa. Scrivi pagine su pagine. Scrivi altri libri e altre pagine. Le idee scappano dalle mani come la sabbia da una rete di pescatori.
Vorrei una casa con un cane e un gatto. Una pianta da annaffiare. Il cambio di stagione e le mie tazze da the.
Cucinare dolci. Preparavo sempre tante torte e pasticcini da regalare agli amici, a chi mi voleva bene. A parte qualche rara eccezione, sono almeno 2 anni che non mischio il burro alle uova e alla farina. "Chi fa dolci il ciel l'aiuta" diceva la bustina del lievito paneangeli. Devo ricostruire una vita normale. Ho già la cambiale in mano pronta per essere firmata. La penna e' nel mio taschino. Le donne non hanno taschini con le penne colorate dentro? Questo lo credete voi!
Sbrigarsi, scrivere, pensare, riscrivere, finire, finire, finire.
Costruirsi un posto dove poter dire "sono tornata a casa". Dove sono il gatto e il cane? E i miei amici? E chi mi vuole bene?
La pianta ha bisogno di acqua, dov'è l'acqua? Ma non c'e' nessuna pianta.
Non ancora. Finisco di scrivere e me la vado a comprare.
Ho esaurito in parte la mia voglia di spostarmi.
Fra un mese si riparte, come una trottola su e giù, dottorato da finire, svelta, di corsa. Scrivi pagine su pagine. Scrivi altri libri e altre pagine. Le idee scappano dalle mani come la sabbia da una rete di pescatori.
Vorrei una casa con un cane e un gatto. Una pianta da annaffiare. Il cambio di stagione e le mie tazze da the.
Cucinare dolci. Preparavo sempre tante torte e pasticcini da regalare agli amici, a chi mi voleva bene. A parte qualche rara eccezione, sono almeno 2 anni che non mischio il burro alle uova e alla farina. "Chi fa dolci il ciel l'aiuta" diceva la bustina del lievito paneangeli. Devo ricostruire una vita normale. Ho già la cambiale in mano pronta per essere firmata. La penna e' nel mio taschino. Le donne non hanno taschini con le penne colorate dentro? Questo lo credete voi!
Sbrigarsi, scrivere, pensare, riscrivere, finire, finire, finire.
Costruirsi un posto dove poter dire "sono tornata a casa". Dove sono il gatto e il cane? E i miei amici? E chi mi vuole bene?
La pianta ha bisogno di acqua, dov'è l'acqua? Ma non c'e' nessuna pianta.
Non ancora. Finisco di scrivere e me la vado a comprare.
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