2 febbraio 2009
2 mesi
sono passati circa due mesi dall'ultima volta che ho scritto...diciamo che la Germania non è proprio la mia fonte di ispirazione preferita. I giorni passano uno appresso all'altro, monocorde, molto simili fra di loro. E in definitiva non c'è assolutamente nulla di interessante da raccontare. Non me ne frega nulla a me di quello che succede qua intorno, figuriamoci agli altri. Domani mattina però si parte di nuovo. Salonicco, 3 mesi! Ancora non ho fatto la valigia...ci metterò le scarpe per correre, qualche libro, due vestiti e poi ciao Heidelberg! ti saluto per un pò, non triste perchè sò che ti troverò al mio ritorno uguale a te stessa. Contenitore di lusso per strazianti miserie umane.
4 dicembre 2008
la festa di natale
Sono quasi riuscita ad adatarmi di nuovo alla vita heidelbergense, anche se venerdì proprio non mi va di andare alla maledetta festa di natale del dipartimento...sarà una rottura di palle assurda, come quella dell'anno scorso.
Il simpatico evento si svolgerà nel seguente modo: alle ore 16 in punto tutto il dipartimento (circa 20-30 persone fra professori, dottori di ricerca e studenti) si raccoglierà nell'androne dove i tavoli saranno stati posizionati a ferro di cavallo da zelanti studenti. Quando tutti saremo seduti comodamente di fronte a tè, caffè e dolci di natale tedeschi, frau Hugel, segretaria del dipartimento, inizierà a leggere la sua storia di natale, scaricata da internet dopo giornate di affannose ricerche. Io ovviamente non capirò un cazzo e riderò quando gli altri ridono e farò i soliti gesti di circostanza: faccia interessata, pupilla presente, sorriso di assenso: bella storia, da paura, meglio di quella dell'anno scorso sul topo e il formaggio....poi Maran, mio professore nonchè direttore del dipartimento applaudirà per primo, dando così il segnale che si può iniziare a mangiare, tutti berranno tè e caffè, si scambieranno quelle inutili 4 parole di circostanza col proprio vicino di tavolo e dopo circa una mezz'ora di tortura e una fetta di pesantissima torta della foresta nera, si inizierà a prendere in considerazione l'ipotesi di andarsene senza dar troppo nell'occhio.
Il trucco è aspettare che i simpatici colleghi inizino ad alzarsi, così si crea confusione e con la scusa della sigaretta ci si allontana una prima volta. Si torna dopo 10 minuti, si beve un altro schifoso caffè lungo preparato con amore da frau Hugel e poi, con discrezione, si può sgattaiolare di nuovo in dipartimento con la scusa di dover continuare a lavorare. Trucco: alla fine del corridoio c'è l'uscita di sicurezza che porta su strada...ciaooooo.
Il simpatico evento si svolgerà nel seguente modo: alle ore 16 in punto tutto il dipartimento (circa 20-30 persone fra professori, dottori di ricerca e studenti) si raccoglierà nell'androne dove i tavoli saranno stati posizionati a ferro di cavallo da zelanti studenti. Quando tutti saremo seduti comodamente di fronte a tè, caffè e dolci di natale tedeschi, frau Hugel, segretaria del dipartimento, inizierà a leggere la sua storia di natale, scaricata da internet dopo giornate di affannose ricerche. Io ovviamente non capirò un cazzo e riderò quando gli altri ridono e farò i soliti gesti di circostanza: faccia interessata, pupilla presente, sorriso di assenso: bella storia, da paura, meglio di quella dell'anno scorso sul topo e il formaggio....poi Maran, mio professore nonchè direttore del dipartimento applaudirà per primo, dando così il segnale che si può iniziare a mangiare, tutti berranno tè e caffè, si scambieranno quelle inutili 4 parole di circostanza col proprio vicino di tavolo e dopo circa una mezz'ora di tortura e una fetta di pesantissima torta della foresta nera, si inizierà a prendere in considerazione l'ipotesi di andarsene senza dar troppo nell'occhio.
Il trucco è aspettare che i simpatici colleghi inizino ad alzarsi, così si crea confusione e con la scusa della sigaretta ci si allontana una prima volta. Si torna dopo 10 minuti, si beve un altro schifoso caffè lungo preparato con amore da frau Hugel e poi, con discrezione, si può sgattaiolare di nuovo in dipartimento con la scusa di dover continuare a lavorare. Trucco: alla fine del corridoio c'è l'uscita di sicurezza che porta su strada...ciaooooo.
3 dicembre 2008
invettiva
Oggi odio Heidelberg. C'è il mercatino di natale in ogni cazzo di piazzetta, con tutti i suoi odori e le sue luci, che mi urta da morire e vorrei dare fuoco a tutte queste cavolo di faccie fintamente felici che si ingozzano di wurstel e gluhwein. Nel falò oggi butterei anche tutto il dipartimento, il mio professore e tutti gli archeologi dell'istituto. Quando tutta Heidelberg sarà bruciata, ridotta in cenere sottile e non esisterà più un solo libro che parli del maledetto III millennio a.C. nei balcani e dintorni sarò soddisfatta e mi metterò a vendere patate fritte e currywurst ad Amburgo. Oggi c'ho la luna storta, ed è pure offuscata da una nuvola che semina tempesta. Mi grandina nel cervello.
2 dicembre 2008
22 novembre 2008
Kosovo, nevica
Stamattina nevica. Nevica dalle 8 almeno, ora in cui mi sono svegliata (poi mi sono riaddormentata). Ieri sera devo dire che mi sono divertita parecchio, siamo andati in un ristorante che sembrava di stare a via del Pigneto, quindi frequentato solo da internazionali, e poi in un posto dove facevano della musica dal vivo, frequentato anche da locali. Abbiamo bevuto veramente troppo, e li mi sono resa conto di quanto sia i friulani che i polacchi siano in grado di reggere l'alcool. Risultato, a fine serata ho speso 20 euro x la cena e altrettanti nel bar. Totale 40 euro, che per Roma, Parigi o Berlino è un prezzo normale, ovviamente per Pristina NO. Per far capire la sproporzione abbissale dei prezzi qui, dico che un pacchetto di Gauloises costa 1 euro, che uno stipendio medio (per quei kosovari fortunati che lavorano) si aggira penso attorno ai 250 euro al mese e che nelle tavole calde dove si mangia burek, si mangia seduti con 1 o 2 euro al massimo. Soluzione del mistero. Gli internazionali che lavorano qui (UN, KFOR e annessi) campano grazie al fatto che serbi e albanesi hanno deciso di uccidersi fra loro, quindi sulle disgrazie di poche migliaia di persone. La guerra è finita 10 anni fa, lasciano dietro di se rovina e devastazione che però danno lo stipendio a tutta questa gente. Chi lavora qui percepisce uno stipendio base di 10-11.000 euro al mese esentasse, gran parte del quale viene speso in ristoranti e locali ad uso e consumo della comunità internazionale, dato che a Pristina vengono tutti di passaggio per qualche anno, con la famiglia lasciata nel loro paese di origine. Nei posti per internazionali c'è solo personale che parla perfettamente inglese, dove the UN people possono vivere nel loro mondo parallelo senza avere alcun contatto con la popolazione locale...giusto lo stretto necessario. Quindi i kosovari giustamente campano a loro volta sugli internazionali che abitano qui, gonfiando i prezzi a dismisura, e di traverso si riprendono un pò di quei soldi che teoreticamente sono stati stanziati per loro.
Pristina è un posto veramente triste, con la neve sembra più bello, la neve copre e camuffa tutto.
Pristina è un posto veramente triste, con la neve sembra più bello, la neve copre e camuffa tutto.
21 novembre 2008
Kosovo
sono a Pristina per due giorni! Sull'aereo per Skopje ho conosciuto un tipo che lavora qua da 4 anni, e ho preso la palla al balzo x andare a fare una visita al museo e a trovare Kemalj Luci, un archeologo che lavora qui. Lui e un suo collega sono venuti a Skopje ieri sera, abbiamo cenato con Zane e Sanja, due mie amiche macedoni, e poi siamo partiti alla volta di Pristina. Siamo arrivati tardi, verso le 11 e mezza, e in Kosovo l'energia elettrica scarseggia, tutto era avvolto nell'oscurità. Stamattina mi sono svegliata, sono uscita di casa e ho constatato che Pristina è veramente brutta! Già sono venuta qui due volte, ma sempre di passaggio. E oggi mi si è aperta davanti agli occhi la visione di questa città in tutta la sua bruttezza e squallore. Fra poco andiamo a mangiare qualcosa, ma non penso the night life mi regalerà delle strabilianti sorprese. Però, a parte aver rimediato la carta archeologica del Kosovo (WOOOOOW da paura, non spiego perchè ma credetemi DA PAURA), mi hanno portata al palazzo del governo e nel parlamento. Bello conoscere persone che lavorano per le Nazioni Unite, a volte si riesce a sbirciare nella sala dei bottoni.
17 novembre 2008
Il ponte sulla Drina
dimenticavo...anche lettura serale in tema: Ivo Andric, Il ponte sulla Drina. Non me sto a fa manca' niente...mi manca la spilletta di Tito sul bavero e sto a posto (mio cugino Uros apprezzerebbe)
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