Torno ad Heidelberg e trovo la neve. Ben 15 centimetri di freddo candore. Metto in ordine tre settimane di vita passate lontano da qui e mi brucia lo stomaco da ieri per quel maledetto aglio. Non solo per l'aglio. Inizia il conto alla rovescia dei mesi che mancano ad andare via da qui. Non ho una data precisa davanti a me, non ancora, ma spero di ottenerla il prima possibile. Non mi e' mai piaciuta Heidelberg. Adesso devo fare uno sforzo di immaginazione per far finta di essere tremendamente interessata alla mia ricerca, per scrivere questa marea di cazzate che non leggera nessuno. Ho perso interesse in maniera preoccupante.
Se non ci avessi investito anni e anni di sforzi, sacrifici, soldi e lavoro adesso farei i bagagli, passerei da Roma a prelevare una certa persona e correrei a Fiumicino con 2 biglietti sola andata per il Sud America, o qualsiasi altro posto lontano per fare altro, insieme. Aprire un wine-bar a Istanbul, un ristorante di pesce in Costa d'Avorio, una libreria a rio de Janeiro, un centro estetico per tartarughe stanche in Patagonia o una scuola di surf subacqueo in Madagascar.
Bello sognare guardando la neve. Mettero' a posto, lavero' vestiti mutande e quant'altro e poi riporro' il mio cervello nella scatola cranica e lo accendero' di nuovo, domani. Oggi lo lascio planare sulla neve silenziosa alla ricerca dei sogni piu' belli, di me e di te.
12 gennaio 2010
18 dicembre 2009
Nevica
Manca totalmente la concentrazione. Una settimana di insonnia... brutta; di malessere diffuso, di inquietudine sottile, tachicardia. Abuso di caffè.
Non riconosco il letto in cui dormo come mio. E pensare che è il letto più mio che ho. Lo sento scomodo, stretto, opprimente e soffocante. Mi giro, rigiro, rivolto da una parte all'altra e le coperte si fanno pesanti, scomode, si spostano, mi scoprono i piedi, le tiro, scoprono la testa, le tiro da un lato, ora dall'altro. Tutto il letto da rifare. Sembra un campo di battaglia. Mi addormento.
Mi sveglio, troppi cuscini. Mi sveglio, ho sete. Mi sveglio, devo andare in bagno. Mi sveglio, il riscaldamento è troppo alto, sudo, mi scopro,la coperta è di nuovo annodata su di me e su se stessa. Malessere, prendo sonno, sono le tre.
E' tardi sono le otto. Sveglia. Mi fa male tutto, non riesco a recuperare lucidità.
I giorni hanno acquistato una forma temporale anomala e perversa, una routine che spezza il buon umore. Allo stesso tempo brevi e interminabili, uguali a se stessi.
"è natale, fuori nevica!"
Non sono ancora le 16. Ho sonno.
Non riconosco il letto in cui dormo come mio. E pensare che è il letto più mio che ho. Lo sento scomodo, stretto, opprimente e soffocante. Mi giro, rigiro, rivolto da una parte all'altra e le coperte si fanno pesanti, scomode, si spostano, mi scoprono i piedi, le tiro, scoprono la testa, le tiro da un lato, ora dall'altro. Tutto il letto da rifare. Sembra un campo di battaglia. Mi addormento.
Mi sveglio, troppi cuscini. Mi sveglio, ho sete. Mi sveglio, devo andare in bagno. Mi sveglio, il riscaldamento è troppo alto, sudo, mi scopro,la coperta è di nuovo annodata su di me e su se stessa. Malessere, prendo sonno, sono le tre.
E' tardi sono le otto. Sveglia. Mi fa male tutto, non riesco a recuperare lucidità.
I giorni hanno acquistato una forma temporale anomala e perversa, una routine che spezza il buon umore. Allo stesso tempo brevi e interminabili, uguali a se stessi.
"è natale, fuori nevica!"
Non sono ancora le 16. Ho sonno.
8 dicembre 2009
Dicembre
Non c'è nessuna foto in cui ci abbracciamo o ci sfioriamo le mani. Le altre coppie mi sorridono dalle foto, insieme. Io e te non siamo nemmeno presenti nelle stesse. Io in una. Tu nell'altra. Qualche mese fa, proprio nello stesso posto, eravamo noi gli indiscussi protagonisti di tutto l'album.
Piove spesso ma fa caldo. E l'aria sa di vino cotto e cipolle. Ho degli stivali anti pioggia anti freddo, ma non sono ancora indispensabili.
Un innaturale caldo.
Ho ascoltato discorsi senza senso da persone che forse il senso ce l'hanno, ma è diverso dal mio, quindi non le capisco. Un iniziale senso di fastidio per la banalità di chi si crede invincibile si è trasformato in voglia di camminare. Evaporato. In un attimo.
Il mercatino di Natale è sempre uguale a se stesso, solo poco più austero, la crisi, e fra pochi giorni ci sarà di nuovo la maledetta festa di Natale del dipartimento. Ho già scritto l'anno scorso di questo abominevole evento sociale. Un anno fa.
C'è sicuramente un filo che collega Istanbul a Berlino, un filo fatto di mille pezzetti di corda diversi, annodati alla meno peggio. Non vedo l'ora di bere il Bosforo con gli occhi, di perdermi fra le vie della metropoli eurasiatica, di ubriacarmi dei suoni della città. Se piove ho i miei super stivali anti tutto, e posso camminare per ore ovunque.
Anche li prevedo solo foto neutre, senza te e me insieme.
Tu in una io in un'altra.
Volevo chiamare, raccontarti dei discorsi senza senso di chi si crede invincibile per riderne insieme. Ho esitato con il dito sul tasto verde. Ho rimesso il telefono in tasca e camminato ancora, in una nube d'umido e odore di wurstel.
Piove spesso ma fa caldo. E l'aria sa di vino cotto e cipolle. Ho degli stivali anti pioggia anti freddo, ma non sono ancora indispensabili.
Un innaturale caldo.
Ho ascoltato discorsi senza senso da persone che forse il senso ce l'hanno, ma è diverso dal mio, quindi non le capisco. Un iniziale senso di fastidio per la banalità di chi si crede invincibile si è trasformato in voglia di camminare. Evaporato. In un attimo.
Il mercatino di Natale è sempre uguale a se stesso, solo poco più austero, la crisi, e fra pochi giorni ci sarà di nuovo la maledetta festa di Natale del dipartimento. Ho già scritto l'anno scorso di questo abominevole evento sociale. Un anno fa.
C'è sicuramente un filo che collega Istanbul a Berlino, un filo fatto di mille pezzetti di corda diversi, annodati alla meno peggio. Non vedo l'ora di bere il Bosforo con gli occhi, di perdermi fra le vie della metropoli eurasiatica, di ubriacarmi dei suoni della città. Se piove ho i miei super stivali anti tutto, e posso camminare per ore ovunque.
Anche li prevedo solo foto neutre, senza te e me insieme.
Tu in una io in un'altra.
Volevo chiamare, raccontarti dei discorsi senza senso di chi si crede invincibile per riderne insieme. Ho esitato con il dito sul tasto verde. Ho rimesso il telefono in tasca e camminato ancora, in una nube d'umido e odore di wurstel.
6 dicembre 2009
camminare
No non lo chiudo, ci ho pensato a lungo, e non lo faccio. Ha ancora senso raccontare di me e del mio viaggio. Ho tanta voglia di viaggiare. Dentro di me e in giro per il mondo. Ora scrivo solo poche righe, domani forse qualche cosa di più. Scriverò cose diverse perché sono cambiata. La maggior parte delle persone che leggeva questo blog forse non si renderà conto dell'esplosione di colori che c'è stata, degli sciami d'insetti che hanno reso grigia l'aria...sono morti dei fiori, sono nate nuove gemme. Uno specchio è caduto e si è rotto in mille pezzi, uno sparo ha fatto volare via uno stormo di oche. Il sole è tramontato ed è sorto di nuovo. Ho sempre nelle narici il sapore del mare. E in fondo agli occhi la mia Itaca brulla da raggiungere.
26 ottobre 2009
15 maggio 2009
ginecologia germanica
Ieri mattina sono andata dal ginecologo per farmi dare una cura per la cistite e per farmi prescrivere la pillola anticoncezionale.
Step 1: prendere appuntamento
Ho chiesto consiglio alla prima persona di sesso femminile che ho incontrato, cioè la mia coinquilina, che mi ha fornito il numero di telefono di un ginecologo. Pare sia molto bravo, ci va mezzo istituto! ho chiamato e ho avuto l'appunatmento dopo due giorni. Fin qui tutto bene!
Step 2: andare all'appuntamento
sfrecciando per le strade con la mia dueruote sono arrivata puntuale alle 9 pronta per sbrigare tutte le faccende burocratiche del caso, anche se in preda ad una attacco di cistite pedalare non è esatamente piacevole. Sono entrata. La gentilissima segretaria mi ha chiesto di mostrarle la tessera dell'assicurazione sanitaria. Io le ho fatto vedere quella dello stato italiano. molto dispiaciuta mi ha comunicato che purtroppo avrei comunque dovuto pagare qualcosa per la visita... 10 euro!!!! mi ha fatto compilare modulistica varia e firmare, ci ho messo in tutto 10 minuti. Fin qui tutto bene!
Step 3: il dottor Z. Meier
Entro e il dottor Z. Meier mi fa accomodare nel suo studio, che devo dire è veramente accogliente. La sua gentilezza è stata tale che sono riuscita a spiegare e a farmi spiegare tutto in tedesco. Mi fa fare pipì nel bagno per farmi le analisi dele urine, mi fa la diagnosi e mi regala la medicina per la cistite. Passiamo alla pillola anticoncezionale. Abituata in Italia, dove mi hanno sempre chiesto di portare le analisi del sangue per la prescrizione, rimango di stucco quando lui mi dice che in Germania non è assolutamente necessario. Anzi, il dottor Z.Meier si stupisce quando gli racconto le italiche procedure in materia di anticoncezionali.
Mi prescrive la pillola, mi fa la ricetta, e mi congeda dicendo che per qualsiasi cosa, se la medicina contro la cistite non dovesse funzionare o se ho altri disturbi, non devo farmi scrupolo di chiamare e passare nuovamente. Fin qui tutto bene!
Step 4: di nuovo dalla segretaria.
La iper gentile segretaria mi compila la ricetta e mi dice che senza pagare nulla posso tornare ogni 3 mesi a farmi prescrivere la pillola anticoncezionale
e che un' eventuale ulteriore visita per la cistite era comunque compresa nei 10 euro che avevo già pagato. Mi dice ciao a presto e me ne vado all'Università.
Fin qui tutto benissimo!
Per fare tutto quello che qui mi è costato 10 euro e 1 ora di tempo, in Italia ci avrei messo almeno una settimana (visita dal ginecologo, prescrizione dal medico di famiglia delle analisi del sangue, analisi del sangue, e di nuovo visita dal ginecologo) e mi sarebbe costato tutto insieme non meno di 130-150 euro. Farlo tramite ASL nemmeno a parlarne, perchè i tempi si sarebbero allungati ad almeno 3 mesi di attesa, e di certo il ticket (anzi i ticket: visita e analisi) sarebbe stato sicuramente superiore ai 10 euro che ho pagato qui.
Cosa è che va male, quindi?
Va male che andare dal ginecologo a farti prescrivere la pillola anticoncezionale il giorno dopo essere stati lasciati per telefono è deprimente e surreale! pensa te, ogni sera, quando alla stessa ora mi prendo un anticoncezonale inutile quanto posso rosicare! E quanto mi posso sentire scema! Il pacchetto da 3 mesi l'ho comprato, ma ho deciso che lo tengo nel cassetto aspettando futuri tempi migliori.
I non sensi della vita
Step 1: prendere appuntamento
Ho chiesto consiglio alla prima persona di sesso femminile che ho incontrato, cioè la mia coinquilina, che mi ha fornito il numero di telefono di un ginecologo. Pare sia molto bravo, ci va mezzo istituto! ho chiamato e ho avuto l'appunatmento dopo due giorni. Fin qui tutto bene!
Step 2: andare all'appuntamento
sfrecciando per le strade con la mia dueruote sono arrivata puntuale alle 9 pronta per sbrigare tutte le faccende burocratiche del caso, anche se in preda ad una attacco di cistite pedalare non è esatamente piacevole. Sono entrata. La gentilissima segretaria mi ha chiesto di mostrarle la tessera dell'assicurazione sanitaria. Io le ho fatto vedere quella dello stato italiano. molto dispiaciuta mi ha comunicato che purtroppo avrei comunque dovuto pagare qualcosa per la visita... 10 euro!!!! mi ha fatto compilare modulistica varia e firmare, ci ho messo in tutto 10 minuti. Fin qui tutto bene!
Step 3: il dottor Z. Meier
Entro e il dottor Z. Meier mi fa accomodare nel suo studio, che devo dire è veramente accogliente. La sua gentilezza è stata tale che sono riuscita a spiegare e a farmi spiegare tutto in tedesco. Mi fa fare pipì nel bagno per farmi le analisi dele urine, mi fa la diagnosi e mi regala la medicina per la cistite. Passiamo alla pillola anticoncezionale. Abituata in Italia, dove mi hanno sempre chiesto di portare le analisi del sangue per la prescrizione, rimango di stucco quando lui mi dice che in Germania non è assolutamente necessario. Anzi, il dottor Z.Meier si stupisce quando gli racconto le italiche procedure in materia di anticoncezionali.
Mi prescrive la pillola, mi fa la ricetta, e mi congeda dicendo che per qualsiasi cosa, se la medicina contro la cistite non dovesse funzionare o se ho altri disturbi, non devo farmi scrupolo di chiamare e passare nuovamente. Fin qui tutto bene!
Step 4: di nuovo dalla segretaria.
La iper gentile segretaria mi compila la ricetta e mi dice che senza pagare nulla posso tornare ogni 3 mesi a farmi prescrivere la pillola anticoncezionale
e che un' eventuale ulteriore visita per la cistite era comunque compresa nei 10 euro che avevo già pagato. Mi dice ciao a presto e me ne vado all'Università.
Fin qui tutto benissimo!
Per fare tutto quello che qui mi è costato 10 euro e 1 ora di tempo, in Italia ci avrei messo almeno una settimana (visita dal ginecologo, prescrizione dal medico di famiglia delle analisi del sangue, analisi del sangue, e di nuovo visita dal ginecologo) e mi sarebbe costato tutto insieme non meno di 130-150 euro. Farlo tramite ASL nemmeno a parlarne, perchè i tempi si sarebbero allungati ad almeno 3 mesi di attesa, e di certo il ticket (anzi i ticket: visita e analisi) sarebbe stato sicuramente superiore ai 10 euro che ho pagato qui.
Cosa è che va male, quindi?
Va male che andare dal ginecologo a farti prescrivere la pillola anticoncezionale il giorno dopo essere stati lasciati per telefono è deprimente e surreale! pensa te, ogni sera, quando alla stessa ora mi prendo un anticoncezonale inutile quanto posso rosicare! E quanto mi posso sentire scema! Il pacchetto da 3 mesi l'ho comprato, ma ho deciso che lo tengo nel cassetto aspettando futuri tempi migliori.
I non sensi della vita
10 maggio 2009
sogno di primavera
mi sto chiedendo quando è che qualcosa dentro di te muore definitivamente. quando ci accorgiamo che questo qualcosa è morto del tutto o se non altro reso innocuo e seppellito sotto numerosi strati mentali? esperienze che si sovrappongono come la pasta di una sfogliatella riccia a racchiudere la ricotta. La metafora della pastarella non rende, perchè al posto della ricotta c'è un rospo in gola ed un nodo allo stomaco. E lo zucchero si è sciolto nelle lacrime. Quanto tempo ci vuole per ingoiare un rospo? Non ho avuto nemmeno il tempo di rallegrarmi per aver superato un dolore antico che è subito nato quello nuovo. Avevo da poco ricordato come si ama e subito me ne sono dovuta dimenticare. E qui devo necessariamente fare uno sforzo doloroso per distinguere la realtà dalle illusioni. Illudersi fa male più di ogni altra cosa. In questo periodo mi è riuscito davero bene illudermi. Ho sognato tanto, ho sognato di amore e di passione, oggi mi sono svegliata. Ho aperto gli occhi e il vento mi ci ha soffiato dentro tutta la cenere.
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