7 febbraio 2009

Era da troppo tempo che non vedevo il mare

Arrivata da 4 giorni a Thessaloniki. Per fortuna ho trovato subito casa. È carina, ovviamente un monolocale, ma, cosa fantastica e preziosissima in Grecia, c’è il giardino. Per ora è uno spazio incolto con qualche erbaccia e un albero, non si vede il mare, ma fra i palazzi posso scorgere un pezzetto delle basse montagne che racchiudono il golfo di Volos. E il cielo! Finalmente un cielo degno di tale nome, con tutti i colori che il cielo deve avere: blu, azzurro, anche bianco di nuvole, rosso la sera, ma mai grigio topo e tetro come il cielo tedesco. Una meraviglia.

Allora con ordine, come ho trovato casa? Ho camminato per tutta Salonicco, che per fortuna già conoscevo un minimo, e mi sono messa a cercare le agenzie immobiliari fra le stradine, dizionario greco - italiano alla mano. Grazie a dio ho fatto il liceo classico e riesco a leggere qualcosa. Qui per quello che ho visto non esistono le grandi agenzie immobiliari che monopolizzano il mercato, sono tutte più o meno a gestione famigliare, si occupano di immobili a livello di quartiere, e, la cosa più bella, ti portano a vedere le case a bordo di uno scooter. L’ebbrezza euforica di tali spostamenti è presto spiegata: Salonicco poggia su una collina, quindi è tutta una salita, il fondo stradale delle vie secondarie è fatto con una specie di sampietrini, il traffico è tipo quello di Napoli, e i greci guidano come gli albanesi, cioè per strada comanda chi ha il mezzo di trasporto più grosso. E poi suonano sempre il clacson, soprattutto quando non ce n’è motivo. Devo confessare che mi sono sentita a casa, mi sembrava di stare a Roma. Ieri ho firmato il contratto, e i padroni di casa hanno comprato divano letto, sedia, tavolo, lampada da tavolo, materasso per il letto a soppalco, una coperta e un cuscino, un piatto, una scodella e 6 bicchieri. E una piantina fiorita. Unico problema della casa: in cucina non c’è la piastra elettrica! La dovrò comprare domani, perché senza caffè la mattina non riesco a vivere. E comunque non resisterò 3 mesi a mangiare solo roba fredda! Il giardino di casa è in condivisione con un altro monolocale, e stasera mi ha bussato alla porta-finestra Anna, la mia vicina greca. Sembra simpatica, e poi più o meno ha la mia età, quindi in futuro se ci piacciamo a vicenda potremmo diventare anche amiche. O anche no. La casa sta ai margini del quartiere vecchio di Salonicco, arrampicato fino all’acropoli che è nella parte più alta della collina. La lunga via che porta a casa mia ha una pendenza di circa 70% quindi sostituisce la palestra. Ieri, per festeggiare la mia ultima notte in albergo, ho conquistato il golfo di Volos correndo per un’ora sul lungomare, e poi sono andata a mangiare fuori in una taverna vicino al mercato. Avevo talmente fame ed ero talmente distrutta che non sono riuscita a mangiare tutto. Anche la retsina l’ho lasciata a metà! Però mi sono scolata in 10 minuti un litro d’acqua.

Poche ore prima di andare a correre ho fatto un incontro assurdo: camminavo sopra pensiero per la via principale, meditando sul luogo dove andare a comprare le lenzuola, e mi ferma un bel tipo sulla 40ina chiedendomi in inglese: tu non sei greca, vero? Io mi sono fermata e abbiamo iniziato a parlare. Il tipo, di cui non ricordo il nome, è californiano, ha vissuto 7 anni in India e adesso vive qui (come cazzo ci è approdato in Grecia, a Salonicco poi, glie lo vorrei proprio chiedere). Ha aperto una scuola di yoga nel centro con altre persone e insegna meditazione! Mi ha dato un cd cantato in sanscrito - che ovviamente non ho ancora ascoltato e che probabilmente non ascolterò mai - in cambio di un’offerta libera, e dopo avermi chiesto di dove ero e che facevo, etc. è rimasto stupito che io non avessi mai fatto meditazione o yoga in vita mia. Traduco dall’inglese:”è incredibile, io ti ho fermata perché da come cammini e dal tuo volto sorridente avrei giurato che tu fossi una persona dedita allo yoga e alla meditazione, è incredibile! Ma sei sicura di non aver mai fatto alcun tipo di meditazione?”. Poi quando ha sentito che mi chiamo Maja si è sciolto! “NOOOO, what a coincidence, unbelievable!”. Maja, illusione in sanscrito! Mi ha detto che Maja aveva anche un altro significato che non ricordo, ma io gli ho detto che preferivo illusione. Alla fine gli ho dato 3 euro per questo cd – chissà se canta lui mentre medita – e lui mi ha dato il biglietto da visita della scuola dove insegna, pregandomi di andarlo a trovare. Non penso ci andrò mai, ma Salonicco è piccola, quindi se il suo mantra coincide con il mio ci rincontreremo per caso fra una bancarella di pesce e una taverna. Peccato che io non abbia la benché minima idea di cosa sia un mantra, lui me lo potrebbe spiegare ma non mi interessa.

Insomma adesso sono qui, questa è la prima notte che passo nella mia nuova casa greca, e dopo una lauta cena tonno-insalata-pomodori-arancio-mela avrei dovuto brindare, ma non ho comprato niente da bere. Non ho nemmeno il cavatappi e l’apribottiglie! Le posate e gli asciugamani li ho trafugati all’hotel Olympic, ma il cavatappi…mmmh difficile! E poi non mi piace brindare da sola, quindi lo farò con il primo ospite che mi verrà a trovare, oppure con Anna, la vicina. Domani quasi quasi la invito a bere un bicchiere di retsina.

1 commento:

Luca ha detto...

Ma come fai ad addormentarti senza bere??? OK OK... Il problema é mio che vivo in Irlanda... :D
Baci