13 aprile 2010

Il prototipo

Mi sono messa dentro casa il prototipo del post-adolescente autistico e impedito.
Il figlio unico che si fa tagliare l'insalata da papa e si fa cucinare dalla mamma, quello che quando ha finito di mangiare si alza da tavola e lascia tutto li. Quello che butta via le cose che gli prepara la madre perché non sa dire no mamma, non lo voglio e trasuda disprezzo per i genitori-zerbino da ogni suo poro.
Aspetto, sono sempre ottimista e mi convinco che quando i genitori lasceranno il bimbo da solo lui diventerà pseudo normale e riuscirà a comportarsi da adulto senza rifugiarsi nella sua stanzetta per fuggire dal mondo dei grandi che lo schiaccia e a cui proprio non riesce ad opporsi. Con cui non riesce ad interagire. Secondo me pensa ancora che "i grandi" siano suoi nemici...patetico!
Penso che il nano Brunetta avesse in mente lui quando conio' la definizione di "bamboccione", o era Padoa Schioppa ripreso da Brunetta? Non ricordo, uguale. E' un adulto mancato, un incapace emotivo.
Non pensavo esistessero persone cosi, o meglio, ho avuto la fortuna di non incontrarne mai sulla mia strada...fino ad ora!
E comunque, rispetto alla domanda che ho formulato ieri, ho elaborato la vera risposta: la colpa non e' di certo mia, e nemmeno della mia bellissima casa.
E' tutta colpa di Ruperto! Non per niente questa mirabolante università di eccellenza, che gareggia ai primi posti delle classifiche mondiali con i colossi americani, attira una quantità infinita di disadattati sociali da tutto il mondo.
Io sto conoscendo quelli italiani.

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