24 marzo 2011

Lettera a mio figlio che ancora non è nato

Caro figlio che ancora non sei nato,

come stai?

Mi chiedo se per caso non sia arrivato il momento di provare a crearti. Forse ti sei stufato di startene li in attesa, tutto solo e al buio da anni. Fa freddo laggiù, ed è umido.

Ho deciso di provare a darti le sembianze di un essere umano, anche perché ho pensato spesso a te, ma forse mai nel modo giusto.
In realtà per anni non ho avuto tempo di metterti a fuoco veramente. Eri solo un vago desiderio umorale, legato a fatue promesse d'amore. Adesso non so proprio cosa sei diventato, forse solo il ticchettio dell'orologio biologico che ha innescato un conto alla rovescia. Almeno non sei più una falsa dichiarazione d'amore, e di questo dovresti essere contento.
Ti ho comunque portato in giro con me per tutti questi anni, in mezzo ai monti e alle terre brulle, nelle lacrime e nel sudore, nella fatica, nel rimorso e nella gioia.
Ma è giunto il momento che tu veda tutto questo con i tuoi occhi. Non posso tenere tutte queste cose belle per me sola, è una responsabilità troppo grande non condividerle con te.

Non si può raccontare il sole che ti scalda di colore e nemmeno l'acqua fresca che ti placa la sete. E rischio di non trovare le parole giuste quando cerco di  raccontarti i paesaggi all'imbrunire che parlano di rumore di insetti e uccelli, o le corse in motorino fatte di nascosto nella notte romana.
Per questo, caro figlio che ancora non sei nato, ho deciso che proverò a metterti al mondo.
Devi vedere tutto questo con i tuoi occhi.
Non potrei mai perdonarmi per averti privato del piacere di divorare un libro o di quel dolore fra il cuore e lo stomaco che si prova quando ci si innamora.

Caro figlio che ancora non sei nato, forse avrai un padre che non è poi così male. Potrete andare allo stadio insieme o a fare passeggiate in bici fra i boschi e spero tanto che trovi il tempo per aiutarti a fare i compiti e leggerti le favole. Peccato che non sappia leggere invece queste mie parole.
Di questo me ne dispiace, ma non riuscirei a scriverle in una lingua diversa dalla mia.
Non produrrebbero lo stesso suono e per lui non avrebbero comunque lo stesso significato.

Tu le potrai leggere invece, e ricordarti, se mai riuscirai a venire al mondo, di quello che è stato il più grande atto di egoismo e allo stesso tempo di amore della tua futura improbabile madre.

Ti auguro la buona notte

m.

1 commento:

ale ha detto...

bellissima ;D