9 febbraio 2009

precisazione

Ho dimenticato di dire che tutto questo avveniva alle 15.30 circa, ora greca, A Thessaloniki, davanti all' ingresso della facolta' di Filosofia-nuovo edificio- dell'Universita'Aristotele (Το Αριστοτέλειο Πανεπιστήμιο Θεσσαλονίκης).

quello che ho visto

Oggi sono andata x la prima volta all'Universita'. Dopo aver parlato con il mio professore ed essere stata in biblioteca sono uscita dalla facolta' di Filosofia e mi sono trovata in mezzo ad un qualcosa che non avrei mai voluto vedere. L'ingresso era quasi deserto, giro a sinistra e mi imbatto in un ragazzo steso per terra che sanguinava dalla testa. C'era una chiazza di sangue bella grossa sull'asfalto. Il ragazzo aveva una kefia al collo. Ho indugiato qualche secondo per capire cosa fosse successo e se c'era qualcosa che avrei potuto fare, ma attorno a lui gia' c'erano 3 o 4 persone e ho deciso di proseguire. Non ho fatto in tempo a girarmi che mi sono trovata in mezzo a 15 persone che procedevano a passo svelto, quasi correndo, verso il tipo, vestite di nero, incappucciate, con in mano bastoni, caschi e addirittura asce. Gridavano "pou einai malaka?" dove e' lo stronzo? Mi sono ritrovata in mezzo a queste persone e ho accelerato il passo per allontanarmi. I picchiatori si sono stretti attorno al tipo, io mi sono allontanata davvero impaurita, ma ho continuato a guardare. Penso gli abbiano dato ancora qualche calcio, non lo so, c'era troppa gente assiepata e non vedevo bene. Uno di loro faceva il palo all'ingresso del vialetto con un ascia in mano, di quelle che si usano in caso di incendio. Dopo qualche secondo si sono allontanati di corsa. Io sono rimasta senza parole, e mentre si avviciavano altri ragazzi a prestare soccorso me ne sono venuta via a scrivere qui tutto quello che ho visto.

8 febbraio 2009

Pro e contro

È un bel mattino di domenica, e io scrivo a casa per poi postare nel pomeriggio all’internet point. Non scrivo direttamente li perché alla modica cifra di un euro ogni mezz’ora corro il rischio di spendere ingenti somme di denaro che la mia misera borsa di studio non copre. Stranamente, nonostante i mille pensieri che mi frullano nella testa, oggi mi sono svegliata di buon umore, dopo aver dormito come un sasso, nonostante il fastidioso rumore della caldaia di quello del piano di sopra che scandisce il tempo. Come succede di solito quando ci si deve adattare ad una casa nuova, cammin facendo si scoprono pregi e difetti, impossibili da valutare al primo sguardo. E la maledetta caldaia del vicino (difetto n°1) è uno di questi! La mancanza del fornello (difetto n°2) mi sta costringendo ad un’alimentazione fredda. Stamattina mi sono ingegnata: nescafè e latte freddo più tre cosi integrali simil cartone e la colazione è bella che pronta. Insalate e tonno in scatola, prosciutto tedesco (il supermercato Lidl e la globalizzazione!) e suddette fette integrali simil cartone, frutta e succo di frutta e la cena è servita. Difetto n°3: la posizione! Non ho mai vissuto in un posto così arroccato, e quando vedo le vecchiette cariche di spesa (ovviamente fatta alla Lidl) che si arrampicano veloci su per impervie salite come se nulla fosse, penso che ce la potrò fare anche io un giorno a salire in scioltezza, ma non ne sono mica sicura! Ieri sera tornando a casa da piazza della rotonda, vicino al mare, mi sono resa conto di come tornare a casa equivalesse a mezz’ora di free climbing. Le mie povere ginocchia gridano vendetta, ma mi verranno dei muscoli alle gambe che nemmeno Messner! Alla fine il n°3 potrebbe rappresentare anche un pregio, se considerato con sportiva rassegnazione, anti infiammatorio alla mano.
Pregi: la Lidl vicino casa! Anche se mi fa tristezza che sugli scaffali ci siano le stesse cose che trovo in Germania, avere un discount vicino casa ha i suoi innegabili vantaggi, però c’è da dire che rispetto a Krukkoland qui i prezzi sono più alti! Forse perché i sopraffini prodotti alimentari tedeschi devono fare un lungo viaggio trans-balcanico in camion per arrivare sugli scaffali greci? Forse però alcune cose sono addirittura prodotte in Grecia su licenza tedesca, e allora il sovrapprezzo non si spiega. Quando riesco a decifrare l’etichetta greca ve lo spiego. Altro pregio: il silenzio! Salonicco è davvero rumorosa! A Roma abitavo a circonvallazione Casilina, e casa tremava ogni volta che passava un autobus o un camion (si, anche camion!). I vetri sono doppi, ma d’estate il rumore infernale del traffico ti sveglia al passaggio del primo bus della mattina. Ad Heidelberg abito in una via a traffico zero, quindi mi sono abituata al silenzio. Dicevo, Salonicco è rumorosa come circonvallazione Casilina all’ora di punta, ma casa mia, proprio perché arroccata, è davvero silenziosa. E poi il giardino! La cosa più bella della casa! Piccolo, in condivisione e incolto, ma ci si può stare con un tavolino e due sedie senza disturbare la vicina, ed è un piacere guardare fuori dalla porta finestra. Ieri l’ho pulito, ho tolto foglie secche e schifezze varie, ho lavato i vetri delle finestre per fare entrare meglio la luce, e quando mi reggerà di arrampicarmi dal mercato a casa con dei vasi comprerò anche qualche pianta di basilico e rosmarino. E qualche fiore! Ho visto passare anche degli autobus, ma devo ancora scoprire bene dove portano, ma più che altro dove stanno le fermate!

7 febbraio 2009

Era da troppo tempo che non vedevo il mare

Arrivata da 4 giorni a Thessaloniki. Per fortuna ho trovato subito casa. È carina, ovviamente un monolocale, ma, cosa fantastica e preziosissima in Grecia, c’è il giardino. Per ora è uno spazio incolto con qualche erbaccia e un albero, non si vede il mare, ma fra i palazzi posso scorgere un pezzetto delle basse montagne che racchiudono il golfo di Volos. E il cielo! Finalmente un cielo degno di tale nome, con tutti i colori che il cielo deve avere: blu, azzurro, anche bianco di nuvole, rosso la sera, ma mai grigio topo e tetro come il cielo tedesco. Una meraviglia.

Allora con ordine, come ho trovato casa? Ho camminato per tutta Salonicco, che per fortuna già conoscevo un minimo, e mi sono messa a cercare le agenzie immobiliari fra le stradine, dizionario greco - italiano alla mano. Grazie a dio ho fatto il liceo classico e riesco a leggere qualcosa. Qui per quello che ho visto non esistono le grandi agenzie immobiliari che monopolizzano il mercato, sono tutte più o meno a gestione famigliare, si occupano di immobili a livello di quartiere, e, la cosa più bella, ti portano a vedere le case a bordo di uno scooter. L’ebbrezza euforica di tali spostamenti è presto spiegata: Salonicco poggia su una collina, quindi è tutta una salita, il fondo stradale delle vie secondarie è fatto con una specie di sampietrini, il traffico è tipo quello di Napoli, e i greci guidano come gli albanesi, cioè per strada comanda chi ha il mezzo di trasporto più grosso. E poi suonano sempre il clacson, soprattutto quando non ce n’è motivo. Devo confessare che mi sono sentita a casa, mi sembrava di stare a Roma. Ieri ho firmato il contratto, e i padroni di casa hanno comprato divano letto, sedia, tavolo, lampada da tavolo, materasso per il letto a soppalco, una coperta e un cuscino, un piatto, una scodella e 6 bicchieri. E una piantina fiorita. Unico problema della casa: in cucina non c’è la piastra elettrica! La dovrò comprare domani, perché senza caffè la mattina non riesco a vivere. E comunque non resisterò 3 mesi a mangiare solo roba fredda! Il giardino di casa è in condivisione con un altro monolocale, e stasera mi ha bussato alla porta-finestra Anna, la mia vicina greca. Sembra simpatica, e poi più o meno ha la mia età, quindi in futuro se ci piacciamo a vicenda potremmo diventare anche amiche. O anche no. La casa sta ai margini del quartiere vecchio di Salonicco, arrampicato fino all’acropoli che è nella parte più alta della collina. La lunga via che porta a casa mia ha una pendenza di circa 70% quindi sostituisce la palestra. Ieri, per festeggiare la mia ultima notte in albergo, ho conquistato il golfo di Volos correndo per un’ora sul lungomare, e poi sono andata a mangiare fuori in una taverna vicino al mercato. Avevo talmente fame ed ero talmente distrutta che non sono riuscita a mangiare tutto. Anche la retsina l’ho lasciata a metà! Però mi sono scolata in 10 minuti un litro d’acqua.

Poche ore prima di andare a correre ho fatto un incontro assurdo: camminavo sopra pensiero per la via principale, meditando sul luogo dove andare a comprare le lenzuola, e mi ferma un bel tipo sulla 40ina chiedendomi in inglese: tu non sei greca, vero? Io mi sono fermata e abbiamo iniziato a parlare. Il tipo, di cui non ricordo il nome, è californiano, ha vissuto 7 anni in India e adesso vive qui (come cazzo ci è approdato in Grecia, a Salonicco poi, glie lo vorrei proprio chiedere). Ha aperto una scuola di yoga nel centro con altre persone e insegna meditazione! Mi ha dato un cd cantato in sanscrito - che ovviamente non ho ancora ascoltato e che probabilmente non ascolterò mai - in cambio di un’offerta libera, e dopo avermi chiesto di dove ero e che facevo, etc. è rimasto stupito che io non avessi mai fatto meditazione o yoga in vita mia. Traduco dall’inglese:”è incredibile, io ti ho fermata perché da come cammini e dal tuo volto sorridente avrei giurato che tu fossi una persona dedita allo yoga e alla meditazione, è incredibile! Ma sei sicura di non aver mai fatto alcun tipo di meditazione?”. Poi quando ha sentito che mi chiamo Maja si è sciolto! “NOOOO, what a coincidence, unbelievable!”. Maja, illusione in sanscrito! Mi ha detto che Maja aveva anche un altro significato che non ricordo, ma io gli ho detto che preferivo illusione. Alla fine gli ho dato 3 euro per questo cd – chissà se canta lui mentre medita – e lui mi ha dato il biglietto da visita della scuola dove insegna, pregandomi di andarlo a trovare. Non penso ci andrò mai, ma Salonicco è piccola, quindi se il suo mantra coincide con il mio ci rincontreremo per caso fra una bancarella di pesce e una taverna. Peccato che io non abbia la benché minima idea di cosa sia un mantra, lui me lo potrebbe spiegare ma non mi interessa.

Insomma adesso sono qui, questa è la prima notte che passo nella mia nuova casa greca, e dopo una lauta cena tonno-insalata-pomodori-arancio-mela avrei dovuto brindare, ma non ho comprato niente da bere. Non ho nemmeno il cavatappi e l’apribottiglie! Le posate e gli asciugamani li ho trafugati all’hotel Olympic, ma il cavatappi…mmmh difficile! E poi non mi piace brindare da sola, quindi lo farò con il primo ospite che mi verrà a trovare, oppure con Anna, la vicina. Domani quasi quasi la invito a bere un bicchiere di retsina.

2 febbraio 2009

2 mesi

sono passati circa due mesi dall'ultima volta che ho scritto...diciamo che la Germania non è proprio la mia fonte di ispirazione preferita. I giorni passano uno appresso all'altro, monocorde, molto simili fra di loro. E in definitiva non c'è assolutamente nulla di interessante da raccontare. Non me ne frega nulla a me di quello che succede qua intorno, figuriamoci agli altri. Domani mattina però si parte di nuovo. Salonicco, 3 mesi! Ancora non ho fatto la valigia...ci metterò le scarpe per correre, qualche libro, due vestiti e poi ciao Heidelberg! ti saluto per un pò, non triste perchè sò che ti troverò al mio ritorno uguale a te stessa. Contenitore di lusso per strazianti miserie umane.

4 dicembre 2008

la festa di natale

Sono quasi riuscita ad adatarmi di nuovo alla vita heidelbergense, anche se venerdì proprio non mi va di andare alla maledetta festa di natale del dipartimento...sarà una rottura di palle assurda, come quella dell'anno scorso.
Il simpatico evento si svolgerà nel seguente modo: alle ore 16 in punto tutto il dipartimento (circa 20-30 persone fra professori, dottori di ricerca e studenti) si raccoglierà nell'androne dove i tavoli saranno stati posizionati a ferro di cavallo da zelanti studenti. Quando tutti saremo seduti comodamente di fronte a tè, caffè e dolci di natale tedeschi, frau Hugel, segretaria del dipartimento, inizierà a leggere la sua storia di natale, scaricata da internet dopo giornate di affannose ricerche. Io ovviamente non capirò un cazzo e riderò quando gli altri ridono e farò i soliti gesti di circostanza: faccia interessata, pupilla presente, sorriso di assenso: bella storia, da paura, meglio di quella dell'anno scorso sul topo e il formaggio....poi Maran, mio professore nonchè direttore del dipartimento applaudirà per primo, dando così il segnale che si può iniziare a mangiare, tutti berranno tè e caffè, si scambieranno quelle inutili 4 parole di circostanza col proprio vicino di tavolo e dopo circa una mezz'ora di tortura e una fetta di pesantissima torta della foresta nera, si inizierà a prendere in considerazione l'ipotesi di andarsene senza dar troppo nell'occhio.
Il trucco è aspettare che i simpatici colleghi inizino ad alzarsi, così si crea confusione e con la scusa della sigaretta ci si allontana una prima volta. Si torna dopo 10 minuti, si beve un altro schifoso caffè lungo preparato con amore da frau Hugel e poi, con discrezione, si può sgattaiolare di nuovo in dipartimento con la scusa di dover continuare a lavorare. Trucco: alla fine del corridoio c'è l'uscita di sicurezza che porta su strada...ciaooooo.

3 dicembre 2008

invettiva

Oggi odio Heidelberg. C'è il mercatino di natale in ogni cazzo di piazzetta, con tutti i suoi odori e le sue luci, che mi urta da morire e vorrei dare fuoco a tutte queste cavolo di faccie fintamente felici che si ingozzano di wurstel e gluhwein. Nel falò oggi butterei anche tutto il dipartimento, il mio professore e tutti gli archeologi dell'istituto. Quando tutta Heidelberg sarà bruciata, ridotta in cenere sottile e non esisterà più un solo libro che parli del maledetto III millennio a.C. nei balcani e dintorni sarò soddisfatta e mi metterò a vendere patate fritte e currywurst ad Amburgo. Oggi c'ho la luna storta, ed è pure offuscata da una nuvola che semina tempesta. Mi grandina nel cervello.