18 aprile 2009

Che è successo oggi? mi pare sia risorto Cristo!

Oggi è venerdì di Pasqua, e per la prima volta sento il suono delle campane. Nel mio quartiere ci sono 2 o 3 chiese importanti, la più grande, non proprio vicina ma abbastanza da essere udita è Agios Dimitrios. Adesso che ci penso, soprattutto al centro, Roma ogni domenica è tutto un risuonare di campane. Usanze cattoliche vs usanze ortodosse! La pasqua ad esempio qui dura ben 4 giorni ed è quasi più importante del natale. Tutto chiuso, grandi preparativi, pope ortodossi vestiti con tonache nere, capelli e barbe lunghe che scorrazzano ovunque. Non ci sono suore. Ogni tanto mi imbatto in qualche vecchietta che sembra una suora, ma più verosimilmente si tratta di un abbigliamento di vecchia memoria ottomana. Ieri tornando dal museo mi sono imbattuta in un gruppo di zingari vicino ad Agia Sophia. Una di loro telefonava. Parlava macedone. Ovviamente ho rallentato il passo facendo finta di ammirare la facciata bizantina e ho ascoltato. Niente di particolarmente interessante, ma resto sempre affascinata da questa città, il cui vero pregio è la mescolanza di tradizioni e popoli. Non c è, a mia conoscenza, un’altra regione come la Macedonia in Europa. Un posto che abbia subito un così grande numero di trasformazioni e mescolanze di popoli fino a tempi più che recenti, e dove convivano un così grande numero di etnie, lingue e religioni. Di quelle che conosco: greci, albanesi, macedoni slavi, bulgari, rom, turchi, vlacchi, pomacchi, ebrei sefarditi. Ognuno con la sua identità, la sua lingua, la sua religione, le sue tradizioni. Dopo la caduta dell’impero ottomano e la creazione degli stati nazionali, il risultato dell’omogeneizzazione etnica e linguistica portato avanti da ogni singolo stato in cui la macedonia è stata divisa è immediatamente evidente. Ma basta poco, lasciare un quartiere di Salonicco e spostarsi in un altro, o girare per i villaggi sparsi fra le montagne, per rendersi conto che tutto quello che si voleva cancellare in realtà è rimasto ben radicato ed è ancora ben visibile, almeno agli occhi di chi è interessato a vederlo.

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