Torno ad Heidelberg e trovo la neve. Ben 15 centimetri di freddo candore. Metto in ordine tre settimane di vita passate lontano da qui e mi brucia lo stomaco da ieri per quel maledetto aglio. Non solo per l'aglio. Inizia il conto alla rovescia dei mesi che mancano ad andare via da qui. Non ho una data precisa davanti a me, non ancora, ma spero di ottenerla il prima possibile. Non mi e' mai piaciuta Heidelberg. Adesso devo fare uno sforzo di immaginazione per far finta di essere tremendamente interessata alla mia ricerca, per scrivere questa marea di cazzate che non leggera nessuno. Ho perso interesse in maniera preoccupante.
Se non ci avessi investito anni e anni di sforzi, sacrifici, soldi e lavoro adesso farei i bagagli, passerei da Roma a prelevare una certa persona e correrei a Fiumicino con 2 biglietti sola andata per il Sud America, o qualsiasi altro posto lontano per fare altro, insieme. Aprire un wine-bar a Istanbul, un ristorante di pesce in Costa d'Avorio, una libreria a rio de Janeiro, un centro estetico per tartarughe stanche in Patagonia o una scuola di surf subacqueo in Madagascar.
Bello sognare guardando la neve. Mettero' a posto, lavero' vestiti mutande e quant'altro e poi riporro' il mio cervello nella scatola cranica e lo accendero' di nuovo, domani. Oggi lo lascio planare sulla neve silenziosa alla ricerca dei sogni piu' belli, di me e di te.
12 gennaio 2010
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