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28 settembre 2010

domani

Domani mi metto in viaggio, destinazione la vita normale.
Un giorno di camera iperbarica e iodio a Salonicco, poi Stoccarda e infine Heidelberg.
Parto col cuore pesante.
Io sto bene qui, fra il raki, il fango e la povere.
Vi lascio il doppiopetto e i profumi, la moda e tutto il resto.
Mi prendo volentieri in cambio il fango, la polvere e la libertà.

25 giugno 2010

La vida tombola

Una taverna all'aperto a Kalidromiou, un giardino pieno di verde e lunghe tavole imbandite. Ieri sera sono andata a cena in questo bel posto, poco distante dall'appartamento dove abito. Appena 10 minuti a piedi, giusto la fatica di girare attorno a Lofos Strefi, una delle brulle colline che ad Atene hanno funzione di parco. Ci accomodiamo ad uno dei tavoli sotto il grande tendone bianco, sul fondo del giardino. Beviamo e mangiamo, ma soprattutto parliamo. Maradona, la vida tombola, l'amore, il sesso e la passione, politica, ricordi di infanzia e traumi personali, nostri e di terze persone non presenti alla cena ma sempre e comunque nelle nostre teste.
La filosofia e la vita, argomenti troppo preziosi per relegarli fra le mura di una qualsiasi aula o biblioteca. Si dovrebbe tornare a discutere dei massimi sistemi mangiando e bevendo, alla luce morbida di un tramonto rosa o all'ombra fresca di un albero, seduti per terra o su un sasso, al monotono suono delle cicale che ti toglie la voglia di fare ma non quella di pensare .
All'improvviso il rumore e le chiacchiere del nostro e dell'altrui pasto non sono riusciti più a coprire quello del cielo. E' la pioggia. Spessa e improvvisa costringe tutti gli avventori a trovare riparo sotto al nostro tendone.
Il ristorante si trasforma in un unica grande tavolata che cerca di sfuggire al temporale trascinandosi dietro il tintinnio dei bicchieri e il rumore delle sedie. Il nostro piccolo tavolino viene incastonato fra due giganti. Alla mia destra una lunga tavola abitata dagli esponenti di un partito politico di sinistra, molto folcloristici, che agitando kobuloi nell'aria fanno la nostra conoscenza e ci regalano l'estratto di un convegno con nuove proposte politiche. E' l'autore in persona a consegnare a Saverio il fascicoletto rilegato, raccomandandosi di farne attenta e critica lettura. Alla mia sinistra una famiglia numerosa. La famiglia perde componenti causa l'ora sempre più tarda, e alla fine rimangono in tre: padre, figlio e la fidanzata del figlio. Come se il litro di vino della casa e la bottiglietta di raki ancora da finire non fossero bastati, la simpatia tutta italica, che evidentemente io e Saverio sprizziamo dai nostri innumerevoli pori, innesca il perverso gioco del brindisi "italiani e greci una faccia una razza". E allora ecco la seconda bottiglietta di raki offertaci dal capofamiglia, e ancora brindisi, e ancora politica e vita e amore accompagnano l'halva profumata d'estate, costellata di minuscole scorze d'arancia candite.
Non tanto la quantità, comunque non trascurabile, ma la qualità ha fatto il suo corso. Il guizzante pensiero filosofico di ieri sera stamattina ha lasciato il posto ad un sordo torpore accompagnato da nausea latente. E allora meglio scrivere di vita che di scienza, e aggiorno il blog invece di torturarmi scrivendo di tipologia ceramica.
Ah la vita, che tombola.