28 luglio 2008
Albania -prologo-
Armata di computer, scanner e valigetta del buon archeologo- disegnatore di cocci eccomi quasi pronta ad affrontare di nuovo l'Albania, di nuovo i Balcani, con qualche ruga e aspettativa in più e pezzi di cervello in meno... un anno che non metto piede nei Balcani...li riconoscerò, li saprò ascoltare quando mi parlano, li amerò ancora come prima? Maledetti Balcani, vi odio e vi amo, a voi sto sacrificando la vita.
24 luglio 2008
war lords-fuori uno

21 luglio 2008
fuori 1- Karađić, il macellaio a destra, è stato arrestato dopo 13 anni di latitanza...
fuori 2 -manca da arrestare Mladić, il macellaio di sinistra
fuori tutti...oltre ai principali responsabili mancano ancora all'appello circa 2000 persone accusate di reati più o meno gravi, ancora a piede libero o riciclate nella polizia e nell'esercito serbi.
15 luglio 2008
Freiheit ist ein Fahrrad 2
Stamattina mi è capitata una cosa incredibile…o almeno incredibile per chi ha passato la maggior parte della sua vita in una città come Roma. Sfrecciavo allegramente sulla pista ciclabile in direzione Ruprecht-Karls-Universität, quando vedo ferma a bordo strada una macchina della polizia e almeno 5 ciclisti fermi. Uno dei poliziotti agita la paletta davanti a me e a un tipo che mi precedeva e ci dice di fermarci e accostare. Obbediamo! Fra le tante facce da cazzo in divisa verde per fortuna si occupa di me una faccia da cazzo che almeno è giovane, bellino e con gli occhi blu! Ovviamente mi inizia a parlare in tedesco, ma con sorriso ammiccante gli chiedo se può spiegarmi di nuovo in inglese…sono straniera, non capisco. Purtroppo invece avevo capito benissimo: io e gli altri ciclisti siamo stati multati perché andavamo sulla pista ciclabile “contromano”. Per quanto possa far ridere – a me faceva ridere – mi sto accorgendo giorno dopo giorno che anche per chi va in bici esistono ferree regole da rispettare. I divieti e le svolte obbligate sono segnati sul fondo della pista ciclabile con vernice bianca su fondo rosso, più vari cartellini bianchi al di sotto di quelli per le macchine o per i pedoni. Non me ne ero assolutamente mai accorta! La cosa si è fatta più esilarante quando hanno iniziato a chiedere di rovesciare la bici ruote per aria per verificare il funzionamento della dinamo per le luci. Mi sono slogata le mascelle in sorrisi diretti alla bella faccia da cazzo in divisa verde che per fortuna mi ha risparmiata, non so se perché sedotto dal mio fascino sfigato-ingenuo con lo zainetto o perché gli facevo un po’ pena. Fra un po’ di giorni mi arriverà la multa a casa: 15 euro per guida di velocipede contromano versus 5 euro di multa per 5 giorni di parcheggio camper in zona riservata a residenti fatta a mio padre quando mi venne a trovare a novembre! INCREDIBILE!!!!
14 luglio 2008
nonluoghi
Sbaglio tempi, modi e parole, azioni e pensieri. Non so esattamente che cosa sia, di che cosa possa trattarsi, forse di una malattia tropicale che si prende quando si vedono i tramonti in Africa…quando tutto è relativo, conosci tante persone ma non ti leghi a nessuna. Un amico dura lo spazio della tua o sua permanenza in un posto, poi riparti o parte lui. Tutto diventa relativo, lo spazio, la distanza, i rapporti umani. Ci si ritrova soli con se stessi più spesso di quanto si pensi. L’uomo nasce dal niente e va ogni giorno a passi veloci verso il niente. Il nulla che avanza. Tutto è nulla, tutto è relativo.
9 luglio 2008
Freiheit ist ein Fahrrad
Poi continua per fortuna in inglese-
-what are you doing here in Heidelberg?
-I'm studying archeology!
- ah geology!!! Which is your favourite stone?
- no, archeology! you know, the ancient people, the pottery...
-ah, so are you protestant, catholic..?
-atheist...but...why are you asking me?
-you've told me you are studying theology....
-no ARCHEOLOGY! you know Ur-und Fruhgeschichte!!!!the 3rd millennium B.C.??? the pyramids!!!
-ah yes Jetz fastehe ich...the time of the roman empire!
-Ja ja, genau! exactly! Tchuuuussss!
ho preso la bici, l'ho pagata e sono fuggita di corsa!!!!!!
Ma che diavolo ci faccio qua ad Heidelberg?
Me lo chiedo spesso…ma che cazzo ci faccio in questo paesino di poche migliaia di persone nel profondo sud della Germania? Quando mi chiedono dove è Heidelberg e io rispondo:
“Nel Baden - Würtenberg! Sai dov’è?”
La risposta-tipo del mio interlocutore è:
„No!“
”A ovest della Baviera, confina con la Francia e la Svizzera, capito?”
“no”
“ Dai, vicino a Monaco!”
“Aaah…si più o meno!”
mi prende come un senso di profondo sconforto, spalmato sulle colline sempreverdi e le acque profonde del Neckar.
Perché ho scelto di passare almeno 3 anni della mia vita qui, in questo ridente paesino che si sviluppa in lunghezza attorno all’università, vera e unica ragione di essere di questo buco di posto, anche sede di una storica base NATO che ormai non ha più la sua ragione di essere dopo la fine della guerra fredda? Qui del comunismo della DDR sembra non si sia mai sentito nemmeno l’odore, ma in compenso è ancora pieno di soldati americani o pseudo tali che fanno concorrenza ai tedeschi in quanto a panze. Fra un gruppo di turisti giapponesi che passano estasiati (chissà per che cosa) sul ponte vecchio e una fitta schiera di studenti e ricercatori confluiti veramente da ogni angolo di questo vasto mondo, fra migliaia di turchi, curdi, mediorientali e odori di kebab e cibo indù misto a brattwurst e brattkartoffeln, laptop alla mano e zainetto da dottorando sfigato ci sono anche io.
Il centro di Heidelberg, dove si trova il dipartimento di Ur-und Frühgeschichte (preistoria e protostoria), è un’unica lunghissima strada pedonale, una delle più antiche del mondo, orgoglio e vanto degli abitanti, dove si affacciano, fra i vari edifici in cui è sparpagliata l’università, miriadi di ristoranti, caffè e posti dove si mangia. L’attività preferita degli abitanti del luogo, non solo indigeni, pare sia mangiare e bere birra. Anche in quei rari giorni in cui la colonnina di mercurio sfiora i 30° piatti enormi grondanti untume vario vengono serviti senza sosta da cameriere più o meno in carne agli affamati avventori. A seconda della dimensione del piatto e della dimensione della persona che ci è seduta davanti è possibile stabilirne la nazionalità! Tedeschi e americani: senza pudore! Olandesi, scandinavi e altri nordeuropei: più pudore! Sud europa: ancora più pudore! Giapponesi (facile, hanno gli occhi a mandorla): perplessi ma di buon umore, con uno di quei piatti ci mangiano in cinque. Turchi: frequentano solo kebbabaro proveniente dalla stessa zona dello zio rimasto in Asia Minore e non mangiano cibo tedesco!
Dopo gli immigrati Turchi, a pari merito con la comunità greca, ci siamo noi! Gli Italiani! La maggior parte degli immigrati viene dal sud Italia ed è nata qua in Germania, parlano poco italiano, un po’ di più siciliano, e si sono pure scordati come si fa la pasta. La pizza manco ci provano, è appannaggio dei Turchi. Si parla sempre di cibo perché come ho detto qui la principale attività è mangiare e bere, poi si lavora, si ricerca, si studia e se si è fortunati (non rientro in quest’ultima categoria) si scopa pure. Non c’è un cazzo d’altro da fare, una volta soddisfatte le necessità primarie ci si possono dare tante chiodate fra concerti di musica classica e festival del film libanese.
8 luglio 2008
Itaca
Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
K. Kavavis
