Manca totalmente la concentrazione. Una settimana di insonnia... brutta; di malessere diffuso, di inquietudine sottile, tachicardia. Abuso di caffè.
Non riconosco il letto in cui dormo come mio. E pensare che è il letto più mio che ho. Lo sento scomodo, stretto, opprimente e soffocante. Mi giro, rigiro, rivolto da una parte all'altra e le coperte si fanno pesanti, scomode, si spostano, mi scoprono i piedi, le tiro, scoprono la testa, le tiro da un lato, ora dall'altro. Tutto il letto da rifare. Sembra un campo di battaglia. Mi addormento.
Mi sveglio, troppi cuscini. Mi sveglio, ho sete. Mi sveglio, devo andare in bagno. Mi sveglio, il riscaldamento è troppo alto, sudo, mi scopro,la coperta è di nuovo annodata su di me e su se stessa. Malessere, prendo sonno, sono le tre.
E' tardi sono le otto. Sveglia. Mi fa male tutto, non riesco a recuperare lucidità.
I giorni hanno acquistato una forma temporale anomala e perversa, una routine che spezza il buon umore. Allo stesso tempo brevi e interminabili, uguali a se stessi.
"è natale, fuori nevica!"
Non sono ancora le 16. Ho sonno.
18 dicembre 2009
8 dicembre 2009
Dicembre
Non c'è nessuna foto in cui ci abbracciamo o ci sfioriamo le mani. Le altre coppie mi sorridono dalle foto, insieme. Io e te non siamo nemmeno presenti nelle stesse. Io in una. Tu nell'altra. Qualche mese fa, proprio nello stesso posto, eravamo noi gli indiscussi protagonisti di tutto l'album.
Piove spesso ma fa caldo. E l'aria sa di vino cotto e cipolle. Ho degli stivali anti pioggia anti freddo, ma non sono ancora indispensabili.
Un innaturale caldo.
Ho ascoltato discorsi senza senso da persone che forse il senso ce l'hanno, ma è diverso dal mio, quindi non le capisco. Un iniziale senso di fastidio per la banalità di chi si crede invincibile si è trasformato in voglia di camminare. Evaporato. In un attimo.
Il mercatino di Natale è sempre uguale a se stesso, solo poco più austero, la crisi, e fra pochi giorni ci sarà di nuovo la maledetta festa di Natale del dipartimento. Ho già scritto l'anno scorso di questo abominevole evento sociale. Un anno fa.
C'è sicuramente un filo che collega Istanbul a Berlino, un filo fatto di mille pezzetti di corda diversi, annodati alla meno peggio. Non vedo l'ora di bere il Bosforo con gli occhi, di perdermi fra le vie della metropoli eurasiatica, di ubriacarmi dei suoni della città. Se piove ho i miei super stivali anti tutto, e posso camminare per ore ovunque.
Anche li prevedo solo foto neutre, senza te e me insieme.
Tu in una io in un'altra.
Volevo chiamare, raccontarti dei discorsi senza senso di chi si crede invincibile per riderne insieme. Ho esitato con il dito sul tasto verde. Ho rimesso il telefono in tasca e camminato ancora, in una nube d'umido e odore di wurstel.
Piove spesso ma fa caldo. E l'aria sa di vino cotto e cipolle. Ho degli stivali anti pioggia anti freddo, ma non sono ancora indispensabili.
Un innaturale caldo.
Ho ascoltato discorsi senza senso da persone che forse il senso ce l'hanno, ma è diverso dal mio, quindi non le capisco. Un iniziale senso di fastidio per la banalità di chi si crede invincibile si è trasformato in voglia di camminare. Evaporato. In un attimo.
Il mercatino di Natale è sempre uguale a se stesso, solo poco più austero, la crisi, e fra pochi giorni ci sarà di nuovo la maledetta festa di Natale del dipartimento. Ho già scritto l'anno scorso di questo abominevole evento sociale. Un anno fa.
C'è sicuramente un filo che collega Istanbul a Berlino, un filo fatto di mille pezzetti di corda diversi, annodati alla meno peggio. Non vedo l'ora di bere il Bosforo con gli occhi, di perdermi fra le vie della metropoli eurasiatica, di ubriacarmi dei suoni della città. Se piove ho i miei super stivali anti tutto, e posso camminare per ore ovunque.
Anche li prevedo solo foto neutre, senza te e me insieme.
Tu in una io in un'altra.
Volevo chiamare, raccontarti dei discorsi senza senso di chi si crede invincibile per riderne insieme. Ho esitato con il dito sul tasto verde. Ho rimesso il telefono in tasca e camminato ancora, in una nube d'umido e odore di wurstel.
6 dicembre 2009
camminare
No non lo chiudo, ci ho pensato a lungo, e non lo faccio. Ha ancora senso raccontare di me e del mio viaggio. Ho tanta voglia di viaggiare. Dentro di me e in giro per il mondo. Ora scrivo solo poche righe, domani forse qualche cosa di più. Scriverò cose diverse perché sono cambiata. La maggior parte delle persone che leggeva questo blog forse non si renderà conto dell'esplosione di colori che c'è stata, degli sciami d'insetti che hanno reso grigia l'aria...sono morti dei fiori, sono nate nuove gemme. Uno specchio è caduto e si è rotto in mille pezzi, uno sparo ha fatto volare via uno stormo di oche. Il sole è tramontato ed è sorto di nuovo. Ho sempre nelle narici il sapore del mare. E in fondo agli occhi la mia Itaca brulla da raggiungere.
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