E' tornata a prendermi la voglia di vita normale, chiacchiere al telefono, che fai stasera? ti passo a prendere. Andiamo a fare la spesa insieme?
Ho esaurito in parte la mia voglia di spostarmi.
Fra un mese si riparte, come una trottola su e giù, dottorato da finire, svelta, di corsa. Scrivi pagine su pagine. Scrivi altri libri e altre pagine. Le idee scappano dalle mani come la sabbia da una rete di pescatori.
Vorrei una casa con un cane e un gatto. Una pianta da annaffiare. Il cambio di stagione e le mie tazze da the.
Cucinare dolci. Preparavo sempre tante torte e pasticcini da regalare agli amici, a chi mi voleva bene. A parte qualche rara eccezione, sono almeno 2 anni che non mischio il burro alle uova e alla farina. "Chi fa dolci il ciel l'aiuta" diceva la bustina del lievito paneangeli. Devo ricostruire una vita normale. Ho già la cambiale in mano pronta per essere firmata. La penna e' nel mio taschino. Le donne non hanno taschini con le penne colorate dentro? Questo lo credete voi!
Sbrigarsi, scrivere, pensare, riscrivere, finire, finire, finire.
Costruirsi un posto dove poter dire "sono tornata a casa". Dove sono il gatto e il cane? E i miei amici? E chi mi vuole bene?
La pianta ha bisogno di acqua, dov'è l'acqua? Ma non c'e' nessuna pianta.
Non ancora. Finisco di scrivere e me la vado a comprare.
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