Alla fine ho capito che cosa ero: un tappo! Con la mia presenza ingombrante. Un tappo espandibile che riempie il vuoto tempo e il silenzio.
E questo fa male ammetterlo: che non ti sono mai piaciuta. Non era me che amavi, ma la mia funzione di tappo. Non sapevi nemmeno tu come dovevo essere, che forma dovesse avere questo tappo.
Chissà se la bottiglia stappata sta affondando da qualche parte nell'oceano o se galleggia imperturbabile sulle increspature dorate del Mediterraneo. Non mi interessa.
Il tappo sta bene e ha di nuovo ripreso le sembianze di una donna, che cammina lontano da te.

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